Già all’inizio di ottobre, durante un precedente episodio del podcast, Glanville aveva annunciato ai suoi ascoltatori di aver “programmato un intervento chirurgico esplorativo” per verificare se nel suo volto fosse presente “un fungo” oppure “una sorta di verme che vive nel mio viso”. La donna sostiene di convivere con questi problemi da circa quattro anni e di aver speso oltre 113.000 dollari in visite, accertamenti e trattamenti. Per lungo tempo ha attribuito le alterazioni del proprio aspetto a quello che ha definito un “parassita facciale”, senza che questa interpretazione costituisca una diagnosi accertata.

Recentemente, inoltre, la 53enne ha dichiarato di aver ricevuto diverse diagnosi, tra cui infezioni da Klebsiella ed Enterobacter resistenti agli antibiotici e associate a biofilm, coccidioidomicosi, conosciuta anche come febbre della Valle, dermatite da Demodex e mononucleosi.
Durante il podcast ha spiegato che una parte della procedura dovrebbe prevedere l’inserimento di piccoli palloncini nelle tube di Eustachio, i canali che collegano l’orecchio medio alla parte posteriore del naso e della gola. L’obiettivo sarebbe favorire il drenaggio e consentire un esame più approfondito delle strutture interessate. “Ripuliranno tutto in modo che possa drenare. Sono abbastanza sicura che ci sia una specie di verme che vive nel mio viso, ma mi hanno detto che è un fungo”, ha raccontato. Saranno gli accertamenti medici e gli eventuali risultati dell’intervento a chiarire la natura delle anomalie e le possibilità di trattamento.
