
La battaglia per il Senato e i miliardi spesi nella campagna elettorale
Il clima nelle ultime ore resta comunque segnato dall’incertezza, anche all’interno del Partito democratico. Un collaboratore del candidato texano James Talarico ha raccontato di aver discusso con un collega del Michigan sulle possibilità di vittoria nei rispettivi Stati: ciascuno temeva una sconfitta nel proprio territorio e immaginava un successo nell’altro. Un episodio che restituisce il nervosismo delle ultime ore, nonostante i numeri incoraggianti. A pesare sulle valutazioni degli elettori è soprattutto l’economia. Secondo un’indagine dell’Emerson College, il 51% degli intervistati si dichiara insoddisfatto della propria situazione finanziaria, contro il 49% che esprime un giudizio diverso.
La posta in gioco è enorme e i repubblicani hanno cercato di prepararsi per tempo. Il ridisegno dei collegi elettorali della Camera ha contribuito a modificare il terreno della competizione, mentre la spesa complessiva per la campagna repubblicana avrebbe raggiunto quasi 6 miliardi di dollari, circa uno in più rispetto ai democratici. Tra i principali finanziatori figura Elon Musk. Particolarmente costosa la sfida texana tra James Talarico e Ken Paxton, sulla quale sarebbero confluiti 274 milioni di dollari, oltre la metà riconducibili al patron di Tesla. Un investimento che mostra quanto anche una singola competizione possa incidere sul futuro controllo del Congresso.
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