
Si apre un nuovo fronte istituzionale a ridosso del torneo: la partecipazione dell’Iran ai Mondiali è finita al centro di un confronto con la FIFA dopo un incontro tra i vertici di Teheran e il presidente della federazione internazionale, Gianni Infantino. Da un lato, la FIFA conferma la necessità di rispettare il calendario; dall’altro, dal governo iraniano arrivano dichiarazioni che riducono sensibilmente le probabilità di presenza negli Stati Uniti. Il ministro dello sport Ahmad Donyamali ha affermato: «In queste circostanze, la possibilità che l’Iran partecipi alle partite della Coppa del Mondo che si terranno negli Stati Uniti è molto bassa».

Iran e FIFA: la richiesta di spostare le partite dagli Stati Uniti al Messico
Il punto principale della controversia riguarda la sede delle gare della fase a gironi. L’Iran ha chiesto che le tre partite previste negli Stati Uniti vengano trasferite in Messico, motivando la richiesta con ragioni politiche legate al contesto internazionale e alla sicurezza degli atleti.
Secondo quanto dichiarato dal ministro Ahmad Donyamali, la richiesta è stata formalmente presentata e resta sul tavolo: «La nostra richiesta alla FIFA di spostare le partite dell’Iran dagli Stati Uniti al Messico è ancora valida, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta».
Dal lato della FIFA, la linea indicata da Gianni Infantino è quella del rispetto delle sedi e del calendario già stabiliti. Parallelamente, il Ministero dello Sport iraniano ha riferito di aver introdotto un divieto formale alle società del Paese di recarsi in Stati considerati ostili.

Chi decide sul ritiro dell’Iran dai Mondiali
La scelta definitiva sull’eventuale partecipazione ai Mondiali non dipenderà esclusivamente dalla federazione calcistica. Il ministro Ahmad Donyamali ha precisato che la gestione sportiva proseguirà, ma che l’ultima parola spetterà alle autorità politiche: «la decisione finale spetterà al Consiglio dei Ministri».
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