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Morte del piccolo Domenico, relazione shock da Bolzano: “Gravi criticità nel team di Napoli”

Anticoagulazione ed eparina: i passaggi sotto verifica

Un ulteriore profilo affrontato nel documento riguarda la gestione dell’anticoagulazione, con riferimento all’impiego dell’eparina durante l’espianto. La relazione parla di una situazione caratterizzata da incertezza procedurale nelle fasi cruciali, tema che assume rilievo perché la corretta scoagulazione contribuisce a prevenire la formazione di coaguli e complicanze che possono compromettere l’organo.

L’analisi tecnica punta a verificare se vi siano state discrepanze tra quanto previsto dai protocolli e quanto effettivamente eseguito. La magistratura dovrà chiarire se eventuali anomalie abbiano avuto un peso causale nel deterioramento del cuore prima dell’impianto.

In questa cornice, l’attenzione è rivolta anche alla tracciabilità dei passaggi: registrazione dei tempi, modalità di conservazione, documentazione clinica e comunicazioni tra le strutture coinvolte.

Registrazione audio consegnata in Procura

Parallelamente ai rilievi tecnici, l’inchiesta prosegue attraverso l’acquisizione di materiale probatorio. La madre di Domenico, Patrizia Mercolino, si è presentata in Procura insieme al proprio legale per consegnare un elemento che potrebbe essere valutato dagli inquirenti: una registrazione audio relativa a un colloquio con il cardiochirurgo che eseguì l’impianto.

L’intervento era stato effettuato il 23 dicembre 2025 presso l’ospedale Ospedale Monaldi. L’attenzione degli investigatori è rivolta allo stato del cuore al momento dell’arrivo a Napoli e alle informazioni fornite alla famiglia nelle ore successive all’operazione.

Il procedimento è seguito, tra gli altri, dal sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante. L’ipotesi di reato è omicidio colposo in concorso. Al momento risultano iscritti nel registro degli indagati sette professionisti tra medici e personale paramedico.

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Effetti sul Monaldi e clima di tensione a Napoli

La vicenda ha avuto ripercussioni anche sul piano sociale, con un clima di tensione intorno all’ospedale Monaldi di Napoli, struttura considerata un riferimento nazionale per la cardiochirurgia. Con il susseguirsi delle notizie, una parte dell’utenza ha manifestato preoccupazione, con segnalazioni di contestazioni e disdette di visite o interventi programmati.

Sul piano giudiziario, l’obiettivo resta la ricostruzione cronologica dei fatti: dalle fasi di prelievo in Alto Adige fino all’impianto in Campania. Gli inquirenti dovranno stabilire se la catena delle procedure abbia presentato criticità tali da incidere sull’esito dell’intervento.

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