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Morte di Simona Cinà, il fratello Gabriele rompe il silenzio

I dubbi ancora aperti su quella notte

Alcuni partecipanti alla festa avrebbero prestato i primi soccorsi a Simona, ma restano incerti i tempi e le modalità con cui è stato chiesto aiuto. Il contesto della festa, l’interazione tra i presenti e la dinamica degli eventi sono ora al centro delle indagini.

Speriamo che l’autopsia dia qualche risposta, aspettiamo e ci affidiamo alla giustizia”, ha dichiarato ancora Gabriele Cinà. A rendere ancora più complesso il quadro è il fatto che nessuna ipotesi ufficiale sia stata finora confermata dagli inquirenti. Tutto è ancora al vaglio: eventuali tracce biologiche, sostanze, contatti, e testimonianze incrociate.

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Una comunità sotto shock: si cerca verità

Intanto, il clima a Bagheria è di profonda commozione. Simona era conosciuta e stimata, e la notizia della sua scomparsa ha scosso chi la frequentava. Il riserbo dei familiari è totale, ma la loro richiesta è chiara: rispetto e verità. Dopo aver affidato il caso agli avvocati Mario Bellavista e Gabriele Giambrone, i parenti hanno chiesto che si proceda con la massima attenzione.

La Procura continua a lavorare in silenzio, analizzando tutti gli elementi raccolti e attendendo gli esiti delle indagini scientifiche. Solo l’autopsia, nelle prossime ore, potrà forse fare luce su ciò che ha messo fine alla vita di una ragazza di appena vent’anni.

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