“Nessuno aveva il brevetto necessario”
Le dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore stanno facendo discutere soprattutto per un aspetto. Secondo quanto riferito dalla legale, nessuno dei cinque subacquei avrebbe avuto una preparazione specifica per immersioni in grotta.
“Che io sappia, nessuno aveva una preparazione specifica per l’immersione in grotta”.
Un’affermazione che, se confermata dalle indagini, potrebbe aprire scenari molto delicati sulle responsabilità dell’accaduto. La stessa imbarcazione coinvolta, inoltre, non sarebbe stata predisposta per questo tipo di attività.
“Siamo un tour operator organizzato per immersioni ricreative. Non avevamo l’attrezzatura adeguata e non l’avremmo mai autorizzata”.
Secondo quanto dichiarato, la società era a conoscenza della spedizione scientifica ma non sarebbe stata informata dell’intenzione di effettuare una penetrazione all’interno di una grotta sommersa.

Le immagini potrebbero raccontare cosa è accaduto
Uno degli aspetti che potrebbe diventare decisivo nelle prossime settimane riguarda gli strumenti utilizzati durante l’immersione. Ogni subacqueo dispone infatti di computer che registrano parametri fondamentali: profondità raggiunta, tempi di permanenza, velocità di risalita e dati tecnici dell’intera immersione.
A questi potrebbero aggiungersi eventuali registrazioni effettuate tramite videocamere sportive. Proprio quei dispositivi potrebbero trasformarsi negli elementi chiave dell’inchiesta.
“Penso che i computer e le GoPro ci diranno cos’è accaduto”.
Per ora restano domande senza risposta: cosa abbia spinto il gruppo a entrare nella grotta, chi abbia preso determinate decisioni e soprattutto cosa sia successo negli ultimi istanti prima della tragedia. Le risposte potrebbero arrivare proprio da quei dati rimasti custoditi nelle profondità del mare.