Omicidio a Baldissero d’Alba: l’autopsia al centro delle indagini
Uno dei passaggi decisivi dell’inchiesta riguarda l’esame autoptico sul corpo di Gjovalin Lazri. I medici legali dovranno chiarire il numero dei proiettili che hanno raggiunto il 36enne, sul cui collo sono stati rilevati due fori.
Questo elemento potrebbe incidere sulla valutazione della posizione dell’indagato. Secondo le prime informazioni, Roberto Mollo avrebbe esploso dodici colpi dal balcone dell’abitazione utilizzando una pistola Steyr 9×21, detenuta regolarmente per uso sportivo. Gli inquirenti dovranno verificare anche le modalità con cui l’arma sia stata portata nel cascinale.
La ricostruzione degli spari e le verifiche dei carabinieri
Secondo la prima ricostruzione, Mollo si sarebbe trattenuto nella struttura per il timore di subire furti. Durante la notte avrebbe sparato verso il buio, in direzione delle luci di tre torce che sarebbero state poi recuperate a terra dai carabinieri.
Il legale dell’autotrasportatore, Piermario Morra, ha sostenuto che il suo assistito non avesse intenzione di uccidere. La difesa ha inoltre richiamato il ritrovamento di guanti e torce, elementi che, secondo questa ricostruzione, indicherebbero il proposito del gruppo di introdursi nell’abitazione vicina al cascinale in ristrutturazione.

Le perizie balistiche e medico-legali sul caso Lazri
Più prudente la posizione di Roberta Sisimbro, avvocata che assiste la famiglia di Lazri. La legale ha scelto di attendere gli sviluppi dell’indagine, esprimendo fiducia nel lavoro della Procura e dei consulenti tecnici nominati dai magistrati.
Le perizie balistiche e medico-legali dovranno definire con precisione dinamica, traiettorie e conseguenze dei colpi esplosi. Saranno questi accertamenti a chiarire se la reazione sia maturata in una situazione di paura oppure se l’uso dell’arma possa essere stato ritenuto sproporzionato. Al momento, l’inchiesta prosegue e ogni valutazione resta subordinata agli esiti degli esami tecnici.