Come funziona l’intervento chirurgico al polmone
Durante l’operazione, spiega Micheletto, viene rimossa soltanto la porzione di polmone interessata dalla lesione. I medici prelevano anche alcuni linfonodi, che vengono sottoposti a un esame istologico per verificare l’eventuale presenza di cellule tumorali. L’esito di questi accertamenti contribuisce a stabilire se l’intervento sia sufficiente oppure se siano necessarie ulteriori terapie.
Se i linfonodi risultano negativi, in alcuni casi l’asportazione chirurgica può essere sufficiente. Se, invece, vengono individuate cellule tumorali, può essere indicata una chemioterapia aggiuntiva. La scelta dipende quindi dai risultati degli esami e dalle caratteristiche della lesione.
Un ruolo centrale è svolto dalla diagnosi precoce, che può consentire di individuare eventuali noduli prima che la malattia raggiunga uno stadio avanzato. Per rilevarli è possibile ricorrere alla Tac, ma lo screening non è raccomandato indistintamente a tutta la popolazione. L’esame comporta infatti un’esposizione alle radiazioni e deve essere valutato in base al rischio individuale, soprattutto nelle persone con una storia significativa di fumo.
