La malattia e l’impegno per la sensibilizzazione sul cancro al pancreas
Negli ultimi mesi, Hirst aveva descritto pubblicamente il complesso percorso terapeutico intrapreso contro il cancro al pancreas, evidenziando la difficoltà della gestione clinica di questa patologia. Aveva raccontato di essere stato sottoposto a numerosi esami e trattamenti, mantenendo comunque un atteggiamento lucido e combattivo.
“È un percorso continuo. Ho fatto praticamente tutti i trattamenti conosciuti dall’uomo: ogni scansione, ecografia, risonanza magnetica. Ho avuto un po’ di tutto. Oggi mi sento davvero bene”, aveva dichiarato all’epoca, descrivendo in modo diretto la complessità dell’iter sanitario. Il tumore al pancreas è considerato tra le neoplasie più aggressive, con terapie limitate e un tasso di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi stimato intorno al 10%.
Proprio per queste ragioni, il musicista aveva scelto di trasformare la propria esperienza in un messaggio di prevenzione e attenzione ai segnali del corpo. Aveva spiegato come la diagnosi avesse modificato profondamente le sue priorità e il suo punto di vista sulla vita quotidiana.
“Avvicinandomi ai due anni, ho pensato che dovevo semplicemente togliermi questo peso, letteralmente”, aveva raccontato. Più volte aveva rivolto un invito esplicito al pubblico a non sottovalutare eventuali sintomi sospetti: “Se avverti uno qualsiasi di questi sintomi, se pensi che qualcosa non vada, fai semplicemente un esame del sangue. Potrebbe cambiare e allungare la vita”.

Carriera di Rob Hirst nei Midnight Oil
Rob Hirst è entrato a far parte dei Midnight Oil nel 1972, contribuendo alla nascita e allo sviluppo di una delle formazioni più note del rock australiano. Insieme al frontman Peter Garrett, ha composto un binomio artistico tra i più riconoscibili del panorama musicale del Paese.
Riconosciuto per uno stile alla batteria energico e preciso, Hirst ha avuto un ruolo essenziale nella definizione del suono e dell’identità della band, contraddistinta anche da forti contenuti politici e sociali. Ha co-firmato alcuni dei brani più celebri del gruppo, tra cui Beds Are Burning, Blue Sky Mine e Power and the Passion, canzoni che hanno raggiunto una diffusione globale e segnato intere generazioni di ascoltatori.
La sua presenza sul palco e il contributo in studio di registrazione hanno reso il suo nome strettamente legato alla storia dei Midnight Oil e, più in generale, alla scena rock internazionale degli ultimi decenni.
Vita privata e legami familiari
Oltre alla lunga carriera musicale, la biografia di Rob Hirst comprende anche una vicenda familiare complessa. Il batterista lascia la moglie Lesley Holland e le figlie Gabriella, Lex e Jay O’Shea. Le prime due sono nate dal matrimonio con Lesley, mentre Jay O’Shea, oggi conosciuta come cantante country affermata in Australia, è una figlia che Hirst ha potuto conoscere solo molti anni dopo la nascita.
Jay era stata data in adozione da bambina e, per lungo tempo, aveva cercato di ricostruire le proprie origini biologiche. Dopo circa quindici anni di ricerche, nel 2010, l’incontro tra padre e figlia è avvenuto a Bronte Beach, grazie al coinvolgimento della madre naturale. A partire da quel momento, pur con il tempo trascorso, tra i due si è sviluppato un legame stabile e profondo.
Questa storia personale, unita a una carriera che ha inciso in modo significativo sulla musica australiana e internazionale, contribuisce a delineare il profilo di un artista la cui scomparsa rappresenta una perdita rilevante per il settore. Restano le registrazioni, le canzoni e l’impegno pubblico di Rob Hirst, che ha unito attività artistica e testimonianza diretta sulla malattia come strumenti di consapevolezza e memoria collettiva.