Le parole di De Zerbi prima della rottura
L’addio appare ancora più significativo se confrontato con le parole pronunciate dal tecnico nelle settimane precedenti. Dopo l’uscita dalle coppe, De Zerbi aveva ribadito la volontà di restare e aveva rassicurato il direttore sportivo Medhi Benatia e il presidente Pablo Longoria durante un punto stampa, dichiarando: “Abbiamo la forza di ripartire, come abbiamo sempre fatto”.
Già nel mese di dicembre, inoltre, l’allenatore aveva delineato un orizzonte di continuità, spiegando: “Mi vedo qui oltre le tre stagioni, vorrei diventare uno degli allenatori più longevi nella storia del club”. Una prospettiva che oggi, alla luce della separazione, risulta superata dagli eventi e dalle dinamiche interne emerse nel frattempo.
Il passaggio da un’idea di progetto a medio-lungo termine a una rottura anticipata evidenzia come, nel calcio di alto livello, risultati e gestione dell’ambiente possano accelerare cambiamenti anche improvvisi. La nota del club, tuttavia, mantiene un taglio istituzionale e non entra nel dettaglio delle divergenze, limitandosi a ricondurre la scelta a valutazioni complessive e condivise.
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Cosa cambia ora per Marsiglia
Per l’Olympique Marsiglia si apre una fase delicata: il club dovrà individuare una nuova guida tecnica capace di garantire stabilità e continuità, con l’obiettivo di gestire il finale di stagione e impostare le scelte per il futuro. Il comunicato non indica tempistiche né nomi, ma la necessità di una soluzione rapida è implicita nella volontà di tutelare il rendimento della squadra nelle prossime gare.
In casi come questo, le società valutano spesso diverse opzioni: un allenatore ad interim proveniente dallo staff o dal settore tecnico, oppure un profilo esterno disponibile nell’immediato. Al momento, però, non risultano comunicazioni ufficiali su un sostituto, e ogni passaggio verrà verosimilmente definito con un nuovo aggiornamento da parte del club.
Per Roberto De Zerbi, invece, l’uscita anticipata dal progetto non cancella l’attenzione del mercato. Il tecnico resta un profilo conosciuto a livello europeo e la sua parentesi in Ligue 1 termina con un bilancio fatto di risultati importanti e momenti complessi, in una piazza storicamente esigente e sottoposta a forte pressione mediatica.