Il racconto di amici e persone vicine: isolamento e difficoltà di supporto
Con il passare delle ore, i media locali hanno riferito ulteriori elementi citando amici e persone vicine alla coppia. In base a tali ricostruzioni, la famiglia avrebbe vissuto un periodo di forte pressione e isolamento, con la percezione di un sostegno non adeguato rispetto alle necessità quotidiane.
Le autorità stanno ricostruendo la sequenza degli eventi e il contesto in cui sarebbe maturata la decisione, valutando ogni elemento utile all’indagine.

Le reazioni istituzionali e il tema della disabilità
La vicenda ha generato reazioni anche sul piano politico e istituzionale. Il ministro per la Disabilità Mark Butler ha definito l’accaduto una “terribile tragedia”, senza entrare nel merito dei dettagli relativi all’assistenza che la famiglia avrebbe ricevuto.
La Commissaria australiana per la Discriminazione delle Disabilità Rosemary Kayess ha espresso una posizione netta: “Dobbiamo respingere l’idea che la disabilità sia un peso”. E ha aggiunto: “L’omicidio non è mai un’opzione”.
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La lettera e la ricostruzione del movente secondo le indagini
Nel corso degli accertamenti, è emersa l’esistenza di una lettera attribuita alla coppia. In quel testo, secondo quanto riportato, sarebbero stati descritti la pianificazione del gesto e i motivi indicati dai genitori.
In base a quanto ricostruito, nella lettera si farebbe riferimento a cure considerate sempre più complesse e a una prospettiva percepita come priva di alternative. Gli investigatori collegano a questi elementi la decisione di uccidere i figli e, successivamente, togliersi la vita.
Il caso ha riaperto l’attenzione sul sostegno alle famiglie che convivono con la disabilità e sulla necessità di interventi tempestivi, “ben prima di una crisi”.