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“Non ha mai fatto male a nessuno!”. Chi è l’aggressore del poliziotto, i genitori lo difendono

I dettagli delle contestazioni e le denunce

Sulla posizione del giovane pesano anche due denunce. La prima è relativa al concorso nella rapina: durante l’aggressione, l’agente Calista sarebbe stato privato dello scudo, del casco e della maschera antigas. La sottrazione dell’equipaggiamento viene indicata dagli investigatori come parte della sequenza di violenze contestata.

La seconda denuncia riguarda la violenza a pubblico ufficiale in un episodio distinto, nel quale Simionato sarebbe stato individuato mentre lanciava oggetti contundenti contro lo schieramento delle forze dell’ordine. Anche questo elemento viene inserito nel quadro complessivo delle azioni attribuite a diversi manifestanti durante gli scontri.

La famiglia, da parte sua, ha posto l’accento sull’assenza di precedenti. I genitori del 22enne si sono recati a Torino nelle ore immediatamente successive al fermo e, secondo quanto riferito, avrebbero manifestato rammarico per l’accaduto, ribadendo che il figlio non aveva mai avuto contatti con la giustizia.

Scontri a Torino: controlli e sequestri dopo il corteo pro Askatasuna

Arresti, identificazioni e materiale sequestrato

Oltre al fermo di Simionato, l’attività della polizia ha portato ad altri interventi. Due persone, attivisti torinesi di 31 e 35 anni, sono state arrestate in flagranza e condotte in carcere con le accuse di resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

Ulteriori 24 soggetti sono stati accompagnati in questura, identificati e denunciati a vario titolo. Le ipotesi di reato indicate comprendono resistenza, porto di armi improprie, travisamento e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, in relazione a comportamenti e materiali ritenuti riconducibili alle fasi di disordine.

Durante le operazioni, le forze dell’ordine hanno proceduto al sequestro di oggetti e strumenti considerati rilevanti. Tra il materiale recuperato figurano dispositivi e indumenti utilizzati per coprire il volto e, inoltre, sassi, chiavi inglesi e coltelli.

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Presenze dall’estero, modalità operative e controlli preventivi

Secondo quanto comunicato dalla polizia, alla manifestazione avrebbero preso parte anche attivisti provenienti dall’estero. Tra questi, in particolare, 35 francesi, oltre a cittadini turchi, australiani, greci e messicani. Le presenze internazionali vengono considerate un dato utile per comprendere la composizione del gruppo e le modalità di spostamento.

Gli inquirenti riferiscono che per coordinarsi i manifestanti avrebbero utilizzato nomi in codice come Blu, Ugo, Kiwi e Mango, muovendosi in piccoli gruppi. Durante gli scontri sarebbero stati impiegati puntatori laser, tubi di lancio artigianali e aste di cartelloni stradali.
Nei giorni precedenti il corteo, i controlli preventivi avevano portato all’identificazione di circa 770 persone tra strade, stazioni e aeroporto di Caselle. Il questore Massimo Gambino aveva disposto misure di prevenzione nei confronti di soggetti trovati in possesso di maschere antigas, passamontagna e oggetti ritenuti atti a offendere

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