
Fiducia nel governo e classifica dei ministri
Accanto al tema della leadership, il sondaggio riportato da Fanpage analizza anche il livello di fiducia nell’azione di governo, chiedendo agli elettori di esprimere un giudizio sui ministri con portafoglio dopo oltre tre anni di esecutivo. Anche in questo caso, Giorgia Meloni occupa il primo posto nella classifica di gradimento. Sul podio la seguono il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro della Difesa Guido Crosetto, figure percepite come centrali nella gestione delle fasi più delicate.
In fondo alla graduatoria compare invece la ministra del Turismo Daniela Santanchè, finita spesso al centro del dibattito pubblico per le inchieste giudiziarie che la riguardano. Un dato che pesa sulla percezione complessiva dell’esecutivo e che segnala una distanza marcata tra la figura della premier e alcuni membri del suo governo. Colpisce anche la posizione di Matteo Salvini, ministro dei Trasporti e vicepresidente del Consiglio, che si colloca solo all’ottavo posto, a pari merito con i ministri dell’Università Anna Maria Bernini e dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Una fotografia che restituisce un equilibrio interno meno compatto di quanto appaia a prima vista.
Il 2026 tra incertezze economiche, politica e Ucraina
È però guardando alle aspettative per il 2026 che il sondaggio disegna uno scenario più complesso. Alla domanda “Quali sono le sue aspettative per il 2026, rispetto al 2025, per ciascuno dei seguenti aspetti?”, le risposte restituiscono un clima diffuso di cautela. Nessuno degli ambiti analizzati viene percepito come destinato a un miglioramento netto.
Per quanto riguarda la vita personale e il benessere, il 43% degli intervistati prevede una situazione sostanzialmente invariata, mentre la vita professionale resterà uguale secondo il 45%. Sul fronte della salute, il 34% immagina un miglioramento, il 47% non si aspetta cambiamenti e il 10% teme un peggioramento. Più preoccupante lo sguardo sugli scenari internazionali: il 31% prevede un peggioramento, il 26% pensa che resteranno invariati e solo il 31% immagina un miglioramento.
La situazione economica italiana è l’ambito che suscita le maggiori inquietudini. Il 38% degli intervistati ritiene che le cose andranno peggio, contro un 26% che si aspetta cambiamenti positivi e un 28% che non prevede variazioni. Simile il giudizio sulla situazione politica italiana: il 37% teme un peggioramento, il 31% immagina una sostanziale stabilità, mentre il 22% si divide tra chi prevede un miglioramento e chi addirittura un netto miglioramento.
Il sondaggio si chiude con una questione che continua a dividere l’opinione pubblica: l’invio di armi all’Ucraina. Alla domanda “Lei è favorevole o contrario all’invio di armi italiane in Ucraina?”, il 68% risponde “poco” o “per niente”, contro un 21% favorevole e un 11% che sceglie “non saprei”. Un orientamento trasversale alle fasce d’età, che conferma una distanza crescente tra le scelte di politica estera e il sentire comune degli italiani.