La sfilata delle delegazioni e i momenti di tensione
Come da tradizione olimpica, lo spazio centrale è stato occupato dalla sfilata delle delegazioni. Ad aprire il corteo è stata la Grecia, seguita dai Paesi in ordine alfabetico, mentre l’Italia ha chiuso la parata. Il momento ha riportato la cerimonia al suo rito più riconoscibile, con l’ingresso in scena degli atleti e la presentazione delle squadre nazionali.
Tra i passaggi più osservati, il debutto assoluto del Benin alle Olimpiadi invernali e la presenza dell’Arabia Saudita con abiti tradizionali in luogo delle divise tecniche. Non sono passate inosservate le delegazioni ridotte, come quella di Cipro, e le accoglienze più calorose riservate ad alcuni Paesi, tra cui Brasile, Canada e Cina, accolti da applausi e inquadrature ravvicinate sugli atleti.
Particolarmente significativa l’ovazione per l’Ucraina, presente con 46 atleti, in un contesto in cui la dimensione sportiva e quella geopolitica tendono spesso a intrecciarsi nella percezione del pubblico. Nello stesso segmento, però, non sono mancati momenti di tensione: fischi hanno accompagnato l’ingresso della delegazione israeliana e, più tardi, l’inquadratura del vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance.

Portabandiera, collegamenti e storie simboliche
La regia ha mantenuto per tutta la sera un movimento costante tra Milano e Cortina, rafforzando l’idea di un evento diffuso e di un’Olimpiade condivisa tra luoghi diversi. A Cortina, Federica Brignone e Amos Mosaner hanno portato la bandiera italiana: per la sciatrice, visibilmente emozionata, il ruolo di portabandiera in casa ha rappresentato un traguardo personale e sportivo maturato nel tempo.
Tra i momenti più simbolici, la presenza di un ragazzino di 11 anni divenuto noto dopo un episodio che aveva suscitato attenzione e discussione: era stato lasciato a piedi sotto la neve da un autobus. Durante la cerimonia ha partecipato all’alzabandiera che ha unito San Siro e una piazza di Cortina, trasformando quella vicenda in un gesto pubblico di riscatto e di riconoscimento.
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Messaggi olimpici, istituzioni e accensione del braciere
La parte narrativa è proseguita con Sabrina Impacciatore e Brenda Lodigiani, seguite dai messaggi sui valori olimpici portati da Charlize Theron e Ghali. L’ingresso della bandiera olimpica è stato accompagnato dall’inno eseguito da Lang Lang e Cecilia Bartoli.
Il segmento istituzionale ha visto gli interventi di Giovanni Malagò e della presidente del CIO, prima della dichiarazione ufficiale di apertura dei Giochi da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il finale ha unito sport e lirica con la Fiamma portata da Beppe Bergomi e Franco Baresi e l’accensione del braciere affidata ad Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, in contemporanea con Sofia Goggia a Cortina, chiudendo la cerimonia con i fuochi d’artificio.