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Nubifragio lampo, tutto sommerso: caduta la pioggia di tre mesi

Nubifragio tra Catania, Acireale e Riposto: i dati registrati

Il nucleo più intenso del peggioramento sta colpendo l’hinterland settentrionale di Catania e la fascia ionica dell’Etna. A Riposto sono stati misurati 135 millimetri di pioggia, una quantità paragonabile alle precipitazioni di circa tre mesi. A Lavinaio il dato ha raggiunto 108 millimetri, mentre ad Aci San Filippo sono stati registrati 97 millimetri.

Tra le altre rilevazioni figurano 84 millimetri ad Aci Castello, 81 ad Acireale, 73 a Linera, 58 a Viagrande, 29 a San Gregorio e 25 a Giarre. Numeri che restituiscono un quadro di forte disomogeneità, con alcuni comuni investiti in modo particolarmente severo dal passaggio dei temporali.

Aria fredda e Grecale: la dinamica del peggioramento

Alla base del maltempo in Sicilia c’è l’ingresso di aria più fredda sul Mediterraneo centrale. Il flusso è sostenuto da un Grecale attivo sul Mar Ionio e sul Basso Adriatico, una dinamica che le previsioni avevano individuato nelle ore precedenti. Anche il modello Moloch del Cnr aveva segnalato questo settore tra i più esposti ai fenomeni intensi.

Il ruolo dell’Etna appare determinante nello sviluppo dei rovesci. Il vento soffia dal mare verso la costa orientale dell’isola, trasportando aria fredda e umida; raggiunta la zona etnea, la massa d’aria incontra la barriera orografica del vulcano ed è costretta a salire.

Questa risalita crea condizioni favorevoli per temporali autorigeneranti. Nuovi nuclei possono quindi formarsi ripetutamente e insistere sui territori già colpiti, aumentando gli accumuli e rendendo più complessa la gestione delle criticità locali.

Temperature in forte calo tra Acireale e Giarre

Il cambiamento è evidente anche nei valori termici. Tra Acireale e Giarre, dove le precipitazioni sono risultate più continue, le temperature sono scese fino a circa 19 gradi. Un dato decisamente inferiore rispetto alle medie attese per la seconda metà di settembre nella Sicilia orientale.

Nel giro di poche ore lo scenario è passato da condizioni miti a un contesto più freddo e instabile, con valori maggiormente associabili alla fine dell’autunno. Il contrasto tra l’aria calda presente nei giorni scorsi e l’irruzione fredda sta alimentando l’attuale fase perturbata.

Grecale forte anche sulla Calabria ionica

Il peggioramento non interessa soltanto la Sicilia. Il Grecale sta soffiando con forza anche lungo la Calabria ionica: a Crotone sono state rilevate raffiche fino a 58 chilometri orari, mentre a Punta Stilo, nel territorio di Monasterace, si sono raggiunti 53 chilometri orari. A Capo Spartivento, a Palizzi, il vento ha toccato i 51 chilometri orari.

Le raffiche più intense vengono segnalate soprattutto nel Crotonese. Procedendo verso lo Stretto e il basso Ionio reggino, invece, il vento tende gradualmente a perdere forza, pur restando inserito in un quadro meteorologico instabile.

La situazione resta sotto osservazione perché permangono gli elementi favorevoli alla formazione di nuovi temporali. L’afflusso di aria fredda e umida dal Mar Ionio, insieme all’effetto di sbarramento dell’Etna, potrebbe mantenere attiva la convergenza responsabile dei fenomeni più intensi.

Nelle prossime ore sono ancora possibili rovesci e temporali localmente forti tra Catania, Acireale, Giarre, Riposto e nei comuni pedemontani etnei. Il nodo resta quello degli accumuli già elevati: ulteriori precipitazioni sulle stesse aree potrebbero aggravare i disagi e gli allagamenti già segnalati.

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