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Nuovo ct Italia, Pirlo nel caos per lo sponsor russo: interviene anche Vannacci

Vannacci difende Pirlo: sport e politica restino distinti

Tra le prese di posizione più nette figura quella di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, intervenuto in difesa dell’ex centrocampista. La linea sostenuta dal parlamentare è che l’accordo con Fonbet appartenga alla sfera economica e privata del diretto interessato e non debba diventare il criterio con cui valutarne l’idoneità professionale.

Secondo questa lettura, il calcio, l’arte e la cultura dovrebbero essere tenuti separati dalle dinamiche diplomatiche e dalle contrapposizioni politiche. Vannacci ritiene quindi che un eventuale giudizio su Pirlo debba concentrarsi sul suo profilo sportivo, sulla preparazione e sulla capacità di guidare un gruppo complesso come quello della Nazionale italiana.

L’intervento richiama una posizione già espressa dal leader di Futuro Nazionale in altre vicende legate a figure pubbliche sottoposte a critiche per rapporti o contesti ritenuti controversi. In particolare, Vannacci ha accostato il caso alla solidarietà manifestata in precedenza nei confronti del presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco.

La difesa di Pirlo, dunque, non si limita alla sua possibile nomina da ct Italia. Si inserisce in un confronto più generale sul confine tra immagine pubblica, attività professionale e valutazioni politiche. Un confine che, nella vicenda, continua a essere oggetto di interpretazioni opposte.

La richiesta di Della Vedova e le obiezioni parlamentari

Sul fronte contrario si colloca Benedetto Della Vedova, deputato di +Europa. La sua richiesta è che Andrea Pirlo interrompa il rapporto contrattuale con Fonbet prima di assumere, qualora arrivasse la nomina, l’incarico di commissario tecnico della Nazionale.

La posizione espressa da Della Vedova muove dalla natura stessa del ruolo. Il ct non è soltanto un allenatore di alto profilo: guida la selezione che rappresenta il Paese nelle competizioni internazionali e opera in un ambito che, per visibilità e valore simbolico, viene considerato istituzionalmente rilevante. Da qui la richiesta di evitare possibili sovrapposizioni o elementi suscettibili di alimentare dubbi.

Nel dibattito viene richiamato anche il tema del gioco e delle scommesse, settore già sottoposto a particolare attenzione nel mondo del calcio. Le attività promozionali non coincidono con la gestione sportiva, ma per gli esponenti critici il legame pubblicitario potrebbe assumere un peso diverso qualora Pirlo diventasse il volto tecnico degli Azzurri.

La discussione, al momento, resta sul piano politico e dell’opportunità. Non sono state indicate decisioni federali fondate su questa contestazione, né risulta una conclusione della trattativa per la panchina. Le diverse posizioni rendono tuttavia evidente quanto la candidatura di Pirlo sia ormai accompagnata da una pressione esterna rilevante.

Furgiuele rilancia la candidatura di un tecnico italiano

In sostegno dell’ex calciatore è intervenuto anche Domenico Furgiuele, deputato di Futuro Nazionale. Per Furgiuele, le obiezioni sollevate contro Pirlo avrebbero un’impronta ideologica e rischierebbero di allontanare l’attenzione dalle priorità del calcio italiano.

Il parlamentare ha posto l’accento sulla necessità di valorizzare allenatori e competenze nazionali. La Nazionale italiana, nella sua impostazione, dovrebbe ripartire da una figura che conosca in modo diretto il contesto del Paese, la storia della maglia azzurra e le dinamiche del campionato italiano.

Il riferimento è alle difficoltà attraversate dalla selezione negli ultimi anni, segnati dalle mancate qualificazioni ai Mondiali del 2018 e del 2022. Una crisi che ha portato a interrogarsi sul funzionamento complessivo del movimento: dalla formazione dei giovani alla competitività dei club, fino alla programmazione tecnica della Federazione.

Per Furgiuele, l’ipotesi Pirlo ct Italia risponderebbe anche a un’esigenza di identità. L’obiettivo, secondo questa impostazione, sarebbe rafforzare la presenza italiana non soltanto tra i calciatori convocati, ma anche nelle panchine, nei vivai e nelle strutture di sviluppo del sistema calcistico nazionale.

Figc, Guardiola e le verifiche sulla panchina azzurra

Sullo sfondo della polemica resta il lavoro della Figc, chiamata a gestire una decisione di grande peso sportivo e comunicativo. La Federazione deve valutare il profilo dell’allenatore, le condizioni contrattuali e gli effetti di immagine che potrebbero accompagnare ogni scelta, in un momento in cui la Nazionale ha bisogno di stabilità e risultati.

Secondo le informazioni circolate, l’ipotesi Pirlo avrebbe acquisito spazio anche dopo il rifiuto attribuito a Pep Guardiola. Il tecnico spagnolo è stato indicato tra i nomi valutati nel dibattito sulla successione, ma la sua disponibilità non si sarebbe concretizzata. Di conseguenza, l’attenzione si sarebbe concentrata con maggiore forza su altre candidature.

Nel caso di Pirlo, le verifiche riguarderebbero la possibilità di individuare una soluzione che tuteli il professionista e, nello stesso tempo, eviti difficoltà alla Federazione. Potrebbero essere esaminati tempi, clausole e natura dell’eventuale accordo di sponsorizzazione, senza che al momento siano stati resi noti dettagli conclusivi.

La vicenda resta aperta. Andrea Pirlo continua a essere un nome discusso per la panchina dell’Italia, ma il dossier Fonbet ha introdotto un elemento ulteriore in una scelta già complessa. Saranno le prossime comunicazioni della Figc e gli eventuali sviluppi contrattuali a chiarire se la candidatura potrà procedere senza ulteriori ostacoli.

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