Chi sono le atlete squalificate: Han Dasom e Lee Eui-jin
Le atlete coinvolte sono le fondiste sudcoreane Han Dasom e Lee Eui-jin. La Fis e l’Unione Internazionale Biathlon includono questi composti nella categoria dei Pfas (sostanze perfluoroalchiliche), indicate come “inquinanti eterni” per la loro persistenza nell’ambiente. Non biodegradabili, possono infiltrarsi nel suolo e contribuire alla contaminazione delle falde acquifere.
I composti fluorurati sono stati a lungo utilizzati per le caratteristiche idrorepellenti e oleorepellenti, capaci di migliorare lo scorrimento in specifiche condizioni di neve. Il bando, annunciato dalla Fis già nel 2019, è stato accompagnato da un periodo di transizione per consentire lo sviluppo di alternative con minore impatto ambientale, fino all’entrata in vigore del divieto pienamente operativo dalla stagione 2023-2024.

La posizione del team e le regole: responsabilità oggettiva su materiali e preparazione
In merito all’accaduto, il team sudcoreano ha parlato di una possibile “contaminazione accidentale”, sostenendo che non vi fosse l’intenzione di violare le regole ma un problema nella gestione degli strumenti di preparazione. La circostanza, tuttavia, non modifica gli effetti disciplinari del riscontro tecnico.
Il regolamento applica infatti il principio di responsabilità oggettiva: atleta e staff tecnico rispondono di quanto utilizzato in gara a prescindere dall’intenzionalità. In questo contesto, la squalifica è stata formalizzata come conseguenza diretta dell’esito dei controlli, in linea con le procedure previste nelle competizioni internazionali.