Argento a Gstrein, bronzo a Kristoffersen: la classifica sul podio
Alle spalle del vincitore, la medaglia d’argento va all’austriaco Fabio Gstrein, protagonista di due manche regolari e prive di passaggi a vuoto. Il suo risultato è costruito su solidità, pulizia di linea e capacità di limitare gli errori, elementi decisivi quando le condizioni della pista cambiano e la pressione aumenta.
Il bronzo finisce invece al norvegese Henrik Kristoffersen, compagno di squadra di McGrath, capace di cambiare passo nella seconda manche e di rimontare dopo una prima prova meno brillante. La sua gara viene descritta come impostata su una scelta tattica prudente e razionale, finalizzata a massimizzare il risultato senza eccedere nei rischi.

Una gara in due atti: meteo e pista cambiano volto tra prima e seconda manche
Il contesto tecnico e meteorologico contribuisce a spiegare molte dinamiche. La prima manche si disputa con nevicata in intensificazione: una condizione che tende ad appesantire il fondo e a modificare la risposta degli sci, soprattutto con il passare dei pettorali. In quella fase, la pista preparata dagli uomini di Bormio resta comunque stabile, ma diventa via via più lenta e impegnativa per chi scende dopo.
McGrath, forte del pettorale numero uno, sfrutta al meglio un tracciato ancora “pulito” e un fondo più duro, costruendo il vantaggio di circa sei decimi su Meillard e di quasi un secondo su Gstrein. Un margine che, in condizioni standard, avrebbe potuto essere gestito con una seconda manche controllata, ma che in slalom lascia sempre poco spazio a esitazioni.
Nella seconda manche, invece, il cielo si apre e la Stelvio Ski Centre torna più liscia e veloce. A cambiare non è soltanto la scorrevolezza, ma anche la lettura delle linee e la necessità di “lasciare correre” gli sci nei punti in cui la pista permette di guadagnare decimi. In questo quadro, diversi atleti cercano la rimonta con un approccio aggressivo.
Tra gli episodi della manche decisiva c’è anche l’uscita dell’olimpionico uscente Clement Noel, tradito dal tentativo di recuperare posizioni. In un contesto così selettivo, la differenza la fa chi riesce a trovare equilibrio tra attacco e precisione, evitando l’errore che in slalom può arrivare in un attimo.
Leggi anche: Vabbè ma Federica…”. Sofia Goggia, italiani senza parole: che ha detto su Brignone dopo il Gigante
Un oro che pesa: Meillard completa un percorso di vertice tra Mondiali e Olimpiadi
Con questo successo, Meillard aggiunge un altro tassello a un periodo di altissimo livello. A 29 anni, l’atleta svizzero può vantare sia l’oro mondiale di Saalbach 2025 sia l’oro olimpico di Milano-Cortina, i due titoli più prestigiosi per chi si misura tra i pali stretti.
La prestazione sulla pista di Bormio, per ritmo e completezza, viene letta come una conferma della sua maturità agonistica: gestione delle fasi di gara, capacità di adattamento alle condizioni meteo e freddezza nel momento in cui la classifica si decide. Sulla Stelvio, Meillard mette un sigillo netto su una gara che, oltre al risultato sportivo, lascia anche un’immagine destinata a rimanere tra le scene più forti dell’intera rassegna olimpica.