
L’Italia torna a interrogarsi sul possibile addio al cambio dell’ora. L’ipotesi di un’ora legale permanente, valida per tutti i dodici mesi, sarà nuovamente al centro dell’attenzione il 15 ottobre 2026, quando la Camera dei deputati esaminerà gli esiti di un’indagine dedicata al tema. La situazione, però, non comporta per ora alcuna modifica concreta per cittadini, lavoratori e imprese.
Il passaggio parlamentare riguarda il lavoro della Commissione Attività produttive, chiamata a valutare gli effetti che un orario stabile potrebbe avere su consumi, salute, organizzazione del lavoro e attività economiche. La vicenda interessa da anni l’Italia e gli altri Paesi dell’Unione europea, ma una decisione definitiva continua a mancare.
Secondo quanto previsto dal calendario attuale, nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 scatterà regolarmente il ritorno all’ora solare. Alle 3 del mattino le lancette saranno riportate alle 2: si dormirà un’ora in più, ma nel pomeriggio il buio arriverà prima.
La proposta sostenuta da associazioni dei consumatori e da rappresentanti del mondo produttivo punta invece a mantenere l’orario estivo per tutto l’anno. A favore dell’intervento è stata promossa anche una petizione che ha raccolto quasi 360mila firme. Il dibattito, tuttavia, resta aperto perché ai vantaggi delle ore di luce serali si contrappone il nodo delle mattine invernali più buie.

