Il racconto del fratello e il salvataggio
Il fratello maggiore, presente sul posto, ha raccontato di aver inizialmente scambiato l’animale per uno squalo nutrice, ritenuto generalmente poco pericoloso per l’uomo. La situazione è però precipitata in pochi secondi: “Si è avvicinato a circa un metro da me e ho pensato fosse solo uno squalo nutrice. Pochi secondi dopo, ho sentito un urlo straziante e l’acqua, prima limpida e azzurra, si è trasformata in un rosso torbido”. È stato proprio il fratello a intervenire immediatamente, prestando un primo soccorso decisivo per salvare la vita del 12enne.
Il giovane si è precipitato verso il fratello ferito, gli ha tolto il costume da bagno e lo ha utilizzato per stringere un laccio attorno alla gamba colpita, nel tentativo di bloccare l’emorragia. Allo stesso tempo ha iniziato a urlare per richiamare l’attenzione di eventuali persone nelle vicinanze, in una zona che si trovava a circa 60 miglia dalla costa, priva di copertura telefonica e su un’isola disabitata. “O lo aiutavamo noi o nessuno lo avrebbe fatto”, ha ricordato il fratello maggiore, descrivendo la consapevolezza di dover agire da soli in quei momenti.
L’arrivo in ospedale e le condizioni del 12enne
La famiglia aveva trascorso l’intera giornata visitando diverse isole dell’arcipelago, scegliendo come ultima tappa una spiaggia appartata caratterizzata da acque particolarmente trasparenti. I due fratelli avevano deciso di attraversare a nuoto una baia poco profonda per raggiungere un’altra zona dell’isola, mentre il resto della famiglia si trovava più indietro lungo il tragitto.
Poco dopo l’attacco è arrivata una barca di passaggio, che ha permesso di trasportare rapidamente il 12enne verso la riva. Da lì il ragazzo è stato condotto in ospedale, dove ha ricevuto le cure necessarie e oltre mille punti di sutura alla gamba destra. Secondo quanto raccontato dallo stesso giovane, il rischio di perdere l’arto era concreto: “C’era un’alta probabilità che perdessi la gamba se avessi continuato a sanguinare e l’emorragia non fosse stata fermata”. Il 12enne dovrà ora osservare un lungo periodo di immobilità prima di poter tornare alla normalità.