Dal 3 giugno al via alle analisi dei dispositivi elettronici
La fase successiva dell’indagine sarà incentrata sugli accertamenti tecnici sui dispositivi elettronici sequestrati. Il giudice ha respinto la richiesta di incidente probatorio presentata dalla difesa, permettendo alla Procura di procedere direttamente con le analisi previste.
L’avvio degli accertamenti è fissato per il 3 giugno. In una prima fase, l’attenzione sarà rivolta al sistema di geolocalizzazione, per poi estendersi agli altri dispositivi considerati rilevanti. L’obiettivo è estrarre dati utili a ricostruire spostamenti, contatti e attività nei periodi ritenuti significativi per l’inchiesta.
In particolare, le analisi informatiche potrebbero riguardare informazioni come cronologie, registri di posizione, connessioni e altri dati memorizzati sui supporti acquisiti. Si tratta di verifiche che, in indagini di questo tipo, possono offrire riscontri oggettivi, contribuendo a collocare nel tempo e nello spazio eventuali movimenti o interazioni legate ai fatti contestati.
Gli inquirenti puntano a ottenere elementi in grado di chiarire passaggi ancora poco definiti e di integrare quanto già raccolto attraverso attività tradizionali, sopralluoghi e acquisizioni documentali. Ogni eventuale risultato dovrà comunque essere valutato nel quadro complessivo degli atti e delle garanzie procedurali previste.

Il 29 maggio l’udienza davanti al Tribunale del Riesame
Un altro appuntamento rilevante è previsto per il 29 maggio, quando si terrà l’udienza davanti al Tribunale del Riesame. La richiesta è stata presentata dalla difesa di Francesco Dolci per contestare la legittimità delle perquisizioni e dei sequestri effettuati dai carabinieri nella sua abitazione di Sant’Omobono Terme.
Il Riesame dovrà valutare la correttezza degli atti compiuti e la tenuta giuridica dei sequestri. L’esito potrà avere conseguenze operative importanti, perché potrebbe incidere sulla possibilità di utilizzare o meno il materiale acquisito nell’ambito dell’inchiesta, con ricadute dirette sul lavoro investigativo delle prossime settimane.
In questo quadro, il calendario degli accertamenti tecnici e i risultati attesi dall’analisi dei dispositivi si intrecciano con le decisioni che verranno assunte in sede giudiziaria. Per la Procura, disporre di dati utilizzabili e correttamente acquisiti rappresenta un passaggio essenziale per proseguire con verifiche mirate e riscontri oggettivi.
Un caso ancora senza risposte
La mancata individuazione della testa di Pamela Genini resta uno degli aspetti più delicati e inquietanti della vicenda. La sospensione delle ricerche sul territorio evidenzia la complessità degli accertamenti e la difficoltà di ottenere riscontri concreti nonostante l’impiego di risorse specialistiche e controlli ripetuti.
Le indagini, però, proseguono su un piano diverso: l’attenzione si sposta sulle verifiche tecniche e sugli elementi già raccolti, nella speranza che l’analisi informatica e i prossimi passaggi procedurali consentano di chiarire aspetti fondamentali del caso e di definire con maggiore precisione eventuali responsabilità. Nel frattempo, l’inchiesta resta aperta e seguita con estrema cautela, in attesa di nuovi elementi utili a dare un quadro più completo di quanto accaduto.