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“Trovato lì, sulla tomba”. Pamela Genini, svolta nelle indagini

Dna sulla tomba di Pamela Genini: il confronto ancora da completare

Il nodo principale riguarda l’attribuzione del Dna isolato sul nastro adesivo. Durante gli accertamenti tecnici irripetibili, Francesco Dolci, assistito dai consulenti di parte, avrebbe sostenuto che si tratti di un profilo genetico femminile. Gli esami svolti dagli investigatori, invece, sembrerebbero indirizzarsi verso la presenza di un profilo maschile.

La differenza è rilevante, soprattutto per il luogo in cui il materiale biologico è stato rinvenuto. Ma, allo stato attuale, la traccia non può essere attribuita con certezza al quarantunenne. Per arrivare a una comparazione attendibile sarebbe necessario disporre di un campione biologico di confronto.

Dolci ha scelto di non sottoporsi al prelievo del proprio campione. In assenza di un riscontro diretto, l’eventuale identificazione del profilo genetico resta quindi da dimostrare attraverso le procedure previste e l’analisi degli altri elementi raccolti dagli inquirenti.

Omicidio Pamela Genini, le perizie sulla lesione al collo

Parallelamente agli accertamenti sul loculo, proseguono le consulenze medico-legali sull’uccisione di Pamela Genini. Gli inquirenti puntano a ricostruire le modalità della lesione mortale e a individuare il tipo di strumento che sarebbe stato utilizzato per la recisione alla base del collo.

Le valutazioni tecniche sono state affidate a Matteo Marchesi, primario di Medicina legale dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, e a Marco Cummaudo, antropologo forense dell’équipe di Cristina Cattaneo presso il Laboratorio di antropologia e odontologia forense, Labanof, dell’Università degli Studi di Milano.

L’esame dei segni presenti sul corpo della vittima potrebbe fornire indicazioni sulla dinamica dell’aggressione e sull’arma impiegata. Anche su questo fronte, però, si attendono conclusioni basate sugli approfondimenti scientifici: le consulenze dovranno essere messe in relazione con tutti gli altri riscontri dell’indagine.

Indagini su Pamela Genini: gli interrogativi ancora aperti

La situazione resta dunque complessa. Da un lato ci sono le tracce raccolte sulla tomba di Pamela Genini, a partire dal nastro adesivo e dal Dna da identificare; dall’altro le analisi medico-legali necessarie per fare luce sull’omicidio. Sono due filoni distinti, che potrebbero offrire elementi importanti per definire l’intera vicenda.

Al momento, nessun singolo reperto consente di considerare risolti gli interrogativi. Saranno gli esiti delle perizie, il confronto tra le diverse analisi e le ulteriori verifiche dei carabinieri a chiarire se emergeranno nuovi sviluppi sulla profanazione della tomba e sull’omicidio di Pamela Genini.

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