Ryanair, cosa è successo a bordo
Nonostante i momenti di panico vissuti in cabina, il velivolo ha continuato la sua rotta fino all’atterraggio previsto all’aeroporto Karol Wojtyła di Bari. Una volta toccata la pista, però, la situazione è apparsa subito più seria del previsto: ad attendere i passeggeri non c’erano soltanto amici e familiari, ma anche i mezzi di soccorso, intervenuti per assistere chi era rimasto ferito durante le violente oscillazioni. Testimoni raccontano di avere avuto paura di precipitare con scene di panico e urla: “Aiuto, cadiamo”.

Proprio la natura delle lesioni riportate da almeno uno dei passeggeri ha fatto scattare un livello di attenzione superiore. In questi casi, infatti, non si parla più di semplice inconveniente di volo. Sono entrate in azione le procedure internazionali previste dall’Annesso 13 Icao, il riferimento che disciplina le indagini sugli eventi aeronautici più rilevanti.
È qui che emerge il punto centrale della vicenda. L’Ansv, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo, ha classificato ufficialmente quanto accaduto come “incidente”. Nel linguaggio dell’aviazione non è una definizione usata in modo generico: indica un evento che ha avuto conseguenze fisiche gravi e che richiede quindi un’indagine tecnica approfondita, autonoma e rigorosa.
Molti si chiedono come una condizione frequente come la turbolenza possa arrivare a diventare tanto pericolosa. La risposta sta proprio nella sua imprevedibilità. In alcuni casi queste improvvise sacche d’aria instabile si manifestano come vere e proprie “montagne russe” invisibili, capaci di sorprendere equipaggio e passeggeri in pochi secondi, soprattutto quando qualcuno ha già slacciato le cinture di sicurezza convinto di trovarsi nella fase più tranquilla del viaggio.
Il velivolo coinvolto, identificato con le marche 9H-QEC, sarebbe stato investito da questa perturbazione improvvisa senza che vi fosse il tempo materiale per preparare completamente la cabina. Ed è questo uno degli aspetti che gli investigatori dovranno chiarire: capire se il fenomeno fosse davvero impossibile da prevedere con gli strumenti disponibili o se vi fossero segnali utili per limitare i rischi a bordo.
Adesso l’attenzione si sposta sull’indagine dell’Ansv, che analizzerà ogni dettaglio dell’accaduto. Gli esperti esamineranno i dati del Flight Data Recorder, le comunicazioni radio e le testimonianze dell’equipaggio, con l’obiettivo di ricostruire con precisione quei secondi di paura. Il nodo da sciogliere è uno solo: comprendere cosa sia accaduto davvero durante il volo tra Bergamo e Bari e verificare se tutte le procedure di sicurezza siano state applicate correttamente.