
Controlli rafforzati, prevista anche una no-fly zone
Le misure di sicurezza resteranno operative per tutta la durata della degenza, fino alle dimissioni del Pontefice. La permanenza in ospedale potrebbe proseguire anche oltre domenica, mentre resta da chiarire se Papa Leone XIV potrà eventualmente celebrare l’Angelus dall’ospedale, come già avvenuto in precedenti occasioni.
La diversa collocazione del ricovero potrebbe tuttavia rendere impossibile affacciarsi dalla finestra che consente di vedere il piazzale principale del policlinico, come accaduto in passato.
Già nelle ore precedenti all’ingresso del Papa, le verifiche nell’area esterna sono state intensificate. Il livello di sorveglianza sarà mantenuto superiore a quello ordinario per gestire l’arrivo di persone attirate dalla presenza del Pontefice e la concentrazione di giornalisti e troupe televisive internazionali, impegnati a seguire gli sviluppi del ricovero.
Il dispositivo comprenderà anche una no-fly zone sull’area ospedaliera, prevista in concomitanza con l’arrivo del Santo Padre. Le forze dell’ordine saranno impegnate nel controllo dello spazio aereo attraverso strumenti di sorveglianza e sistemi destinati a individuare e contrastare eventuali droni non autorizzati. L’obiettivo è impedire riprese dall’alto e accessi indebiti allo spazio sovrastante la struttura.
Parallelamente, saranno intensificati i controlli sulle infrastrutture tecnologiche del policlinico. Personale tecnico specializzato sarà incaricato di proteggere le reti della struttura, a cominciare da quelle informatiche, considerate un elemento essenziale del piano complessivo di sicurezza.

Privacy del Pontefice, dati clinici protetti con codici e pseudonimi
Uno dei punti più delicati riguarda la riservatezza delle informazioni sanitarie di Papa Leone XIV. La protezione non si limiterà alla sorveglianza fisica degli ambienti, ma interesserà anche la gestione di esami, referti e campioni biologici.
Per ridurre il rischio di accessi non autorizzati o fughe di notizie sullo stato di salute del Pontefice, i dati relativi agli esami clinici, alle analisi del sangue e ai campioni biologici potrebbero essere registrati nei laboratori mediante codici alfanumerici oppure pseudonimi. Un sistema pensato per limitare l’identificazione diretta del paziente e circoscrivere la circolazione delle informazioni sensibili.
La sicurezza informatica assume un’importanza particolare in un contesto caratterizzato da crescenti minacce digitali. Il rischio di attacchi da parte di hacker impone infatti di affiancare alle misure tradizionali di protezione anche strumenti specifici per difendere i sistemi informatici e i dati riservati.
Il piano predisposto per il ricovero del Papa punta dunque su più livelli di intervento: controllo degli accessi, sorveglianza degli spazi esterni, protezione dello spazio aereo e difesa delle infrastrutture digitali. Una strategia che dovrà accompagnare l’intera permanenza di Papa Leone XIV al policlinico Gemelli, mantenendo insieme sicurezza del Santo Padre, riservatezza delle informazioni mediche e continuità dei servizi destinati agli altri pazienti.
