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Papa Leone, la notizia sull’intervento è appena arrivata: cosa succede

La lieve infiammazione e gli esami sul nodulo al polmone

La vicenda sarebbe iniziata con una lieve infiammazione alle vie respiratorie. Un disturbo che avrebbe indotto il Papa a sottoporsi a controlli medici presso l’ambulatorio dello Stato della Città del Vaticano, meno di un mese fa secondo le ricostruzioni delle ultime ore.

Quegli esami avrebbero consentito di rilevare una formazione polmonare circoscritta, che non avrebbe dato segnali specifici. La diagnosi precoce avrebbe portato i medici a suggerire la rimozione chirurgica del nodulo, ritenendo opportuno intervenire in tempi ravvicinati.

Le informazioni sulla scoperta sarebbero rimaste inizialmente riservate a un numero limitato di persone. Tra queste figurerebbero il segretario particolare del Pontefice, don Edgar Rimaycuna, e il medico vaticano Luigi Carbone, già al fianco di Papa Francesco e presente anche nei viaggi internazionali di Leone XIV.

La scelta definitiva di procedere con l’operazione sarebbe maturata soltanto pochi giorni fa. Non sono emersi elementi ufficiali che consentano di chiarire la natura del nodulo, né indicazioni ulteriori rispetto alla necessità dell’intervento.

Intervento di Papa Leone XIV: gli impegni rinviati

Il calendario del ricovero potrebbe comportare modifiche ad alcuni appuntamenti già previsti. Tra questi viene indicata la celebrazione di mercoledì, legata alla conclusione dell’incontro con i presidenti delle conferenze episcopali.

In precedenza si era ipotizzato che il ricovero al Policlinico Gemelli potesse avvenire già martedì 13 ottobre. La comunicazione della Santa Sede ha poi fatto riferimento, in termini più generali, ai primi giorni della settimana successiva, fissando il ricovero per domani in tarda mattinata.

Resta da verificare anche la partecipazione del Pontefice all’incontro interreligioso di Assisi del 27 ottobre, previsto a quarant’anni dallo storico appuntamento promosso da Giovanni Paolo II. La presenza di Leone XIV sarà valutata in relazione al decorso post operatorio e al recupero delle condizioni fisiche.

Il viaggio in America Latina e la scelta di anticipare l’operazione

Secondo padre Alejandro Moral Anton, amico del Pontefice, già suo collaboratore per dodici anni e in seguito successore alla guida dell’ordine degli agostiniani, la volontà di intervenire rapidamente sarebbe collegata anche alla necessità di non compromettere il viaggio apostolico in programma dal 6 al 17 novembre.

La visita dovrebbe toccare Uruguay, Argentina e Perù. Quest’ultima tappa ha un rilievo particolare per Leone XIV, che ha trascorso nel Paese sudamericano circa vent’anni, prima come missionario e poi come vescovo. Padre Moral Anton ha dichiarato: «Penso che voglia fare questa operazione subito per non cancellare le visite che ha nel mese di novembre».

Il programma comprende inoltre una visita a Cusco, città peruviana situata a oltre tremila metri di quota. Proprio l’altitudine e gli spostamenti previsti renderebbero necessario affrontare l’intervento con un margine sufficiente per il recupero, anche se non sono state comunicate tempistiche ufficiali sulla convalescenza.

Durante l’Angelus domenicale, prima di parlare della propria situazione sanitaria, il Papa aveva salutato i pellegrini della Hermandad del Señor de los Milagros. In quell’occasione aveva ringraziato per le preghiere in vista della visita in Perù, confermando l’intenzione di compiere il viaggio.

Le parole dell’amico del Pontefice

Padre Moral Anton ha riferito di aver appreso la notizia del ricovero dalla televisione. Secondo il religioso, l’ipotesi è che il Papa abbia deciso di accelerare i tempi proprio per cercare di mantenere gli impegni già fissati per novembre.

«Penso che abbia detto: facciamo adesso l’operazione, così rispettiamo il programma del viaggio», ha spiegato l’agostiniano. Si tratta di una ricostruzione attribuita all’amico del Pontefice, mentre il Vaticano non ha collegato ufficialmente la data dell’intervento alla trasferta internazionale.

Lo stesso padre Moral Anton ha descritto Leone XIV come una persona abituata ad affrontare le situazioni delicate con tranquillità. «Lui è una persona molto, molto calma: la affronterà come la cosa in programma da fare quel giorno», ha assicurato.

Cosa si sa sulle condizioni di Papa Leone XIV

Il dato confermato è che il nodulo al polmone di Papa Leone XIV è stato individuato precocemente e che il Pontefice sarà operato al Gemelli. Non è invece possibile, allo stato attuale, indicare la natura della formazione né stabilire con certezza la durata della ripresa dopo il ricovero.

La priorità, secondo quanto comunicato e ricostruito, è la rimozione del nodulo e il successivo recupero. Solo dopo le valutazioni mediche sarà possibile capire se il Papa potrà riprendere regolarmente gli appuntamenti delle prossime settimane e partire per l’America Latina nei tempi previsti.

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