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Parcheggi strisce blu, le multe cambiano completamente. Ecco tutte le novità

Tolleranza sulle strisce blu: come si calcola

Il nuovo comma 14-ter individua tre fasce, basate esclusivamente sul tempo già pagato dall’automobilista. La prima è quella più favorevole: se l’accertamento avviene entro il 10% della durata acquistata, non viene applicata alcuna sanzione. Per una sosta di 120 minuti, ad esempio, il margine è di 12 minuti; per un’ora di parcheggio, invece, la tolleranza scende a 6 minuti.

Superata questa prima soglia, la situazione cambia. Se il ritardo è superiore al 10% ma non oltrepassa il 50% del tempo pagato, è prevista una sanzione ridotta del 50%. Prendendo come riferimento la sanzione base di 42 euro indicata dalla normativa, l’importo della multa può essere pari a 21 euro. A questa cifra, tuttavia, va aggiunta la tariffa non corrisposta per il tempo di sosta eccedente.

Quando lo sforamento supera la metà del periodo acquistato, scatta invece la sanzione piena. Un automobilista che abbia pagato un’ora e venga accertato dopo oltre 30 minuti dalla scadenza rientra in questa fascia. Oltre alla multa, compresa nella misura prevista tra 42 e 173 euro, deve essere recuperato anche il corrispettivo della sosta non pagata.

La distinzione introdotta dalla norma punta quindi a rendere gli accertamenti proporzionati. Un lieve ritardo non produce lo stesso effetto di una permanenza molto più lunga rispetto al ticket acquistato. Resta però fondamentale considerare il momento dell’accertamento: non conta soltanto l’orario previsto sul tagliando, ma anche la percentuale di tempo trascorsa oltre quella scadenza.

Ticket assente: multa e tariffa giornaliera

Le condizioni sono più severe per chi parcheggia senza acquistare alcun biglietto e senza attivare la sosta digitale. In questo caso non opera la tolleranza percentuale, perché manca un pagamento iniziale da prendere come riferimento. L’automobilista può ricevere la sanzione piena di 42 euro, oltre al recupero della tariffa relativa all’intero periodo di vigenza del parcheggio a pagamento.

L’importo aggiuntivo varia in base alla zona e agli orari stabiliti dal Comune. Se, per esempio, una strada prevede il pagamento dalle 8 alle 20 con una tariffa di 2 euro l’ora, la quota da recuperare può arrivare a 24 euro per l’intera giornata tariffata. Questa somma si aggiunge alla sanzione amministrativa e non la sostituisce.

La vicenda va letta nella separazione netta tra due voci: da una parte la multa per la violazione delle regole della sosta, dall’altra il pagamento del servizio effettivamente utilizzato. In precedenza, proprio questa distinzione poteva generare confusione, soprattutto quando venivano richieste somme forfettarie. Ora la disciplina chiarisce che il Comune può recuperare sia la sanzione sia il corrispettivo non versato.

La maggiorazione può essere applicata per ogni periodo di ventiquattro ore in cui la violazione prosegue. Per evitare errori, occorre quindi verificare con attenzione gli orari riportati dalla segnaletica verticale, che indicano giorni e fasce in cui la sosta è soggetta a pagamento. Le strisce blu, da sole, non descrivono tutte le condizioni operative dell’area.

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