
Una notte segnata dall’attesa e dall’urgenza si è trasformata in un evento drammatico, lasciando una comunità intera sospesa tra dolore e interrogativi. Un intervento sanitario partito come tanti, con una richiesta di aiuto e una corsa contro il tempo, si è concluso con un epilogo che nessuno avrebbe voluto affrontare. In casi come questi, il confine tra speranza e tragedia è sottile e spesso si consuma lontano dagli occhi, all’interno di un mezzo di soccorso, nel silenzio rotto solo dalle sirene.
Il racconto che emerge è quello di una emergenza ostetrica improvvisa, gestita in condizioni difficili, dove ogni minuto assume un peso decisivo. Restano ora le domande, affidate alle indagini, mentre il dolore di una madre e di una famiglia si intreccia con la necessità di fare piena chiarezza su quanto accaduto.
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Il parto d’urgenza e la corsa in ambulanza
La tragedia si è consumata nella provincia pontina, nel comune di Priverno, nella notte tra venerdì 16 e sabato 17 gennaio 2026. Tutto ha avuto inizio con una chiamata al 112, partita dall’abitazione di una donna di circa 40 anni, che lamentava gravi perdite di sangue e forti dolori al ventre.
Sul posto è intervenuta un’ambulanza del 118. Gli operatori sanitari hanno trovato la donna in travaglio avanzato e, valutata la situazione clinica, hanno disposto il trasferimento urgente verso l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, distante circa trenta chilometri. Il quadro appariva critico e la priorità era raggiungere il presidio ospedaliero nel minor tempo possibile.

La nascita senza vita a bordo del mezzo di soccorso
Durante il tragitto, però, le condizioni della donna sono precipitate rapidamente. È diventato impossibile rimandare il parto, che è avvenuto a bordo dell’ambulanza. La bambina, però, è nata già priva di vita. Nonostante l’assistenza immediata, per la neonata non c’è stato nulla da fare.
Il decesso è stato ufficializzato all’arrivo in ospedale, dove i sanitari hanno potuto solo constatare la morte della piccola. Una nascita che si è trasformata in un evento luttuoso, consumato lontano dalla sala parto, in una situazione di emergenza estrema.
Gli esami e i primi riscontri clinici
Il corpicino della neonata è stato sottoposto a approfondimenti clinici successivi. Secondo quanto emerso dai primi esami, il feto sarebbe morto uno o due giorni prima del parto, un elemento che apre scenari complessi e delicati da chiarire. Questo dato preliminare rende ancora più necessario comprendere cosa sia accaduto nelle ore e nei giorni precedenti all’intervento dei soccorsi.
Resta al momento ignota la causa del decesso e non è chiaro se vi siano stati segnali o condizioni che potessero far presagire un esito così tragico.

L’avvio delle indagini della Procura
Come da prassi, gli operatori sanitari hanno immediatamente informato gli agenti della Polizia di Stato presenti in ospedale. Da qui è partita una segnalazione al pubblico ministero di turno, che ha disposto l’apertura di un fascicolo d’indagine. A occuparsi degli accertamenti è la Procura di Latina, chiamata a ricostruire nel dettaglio l’intera vicenda.
Le verifiche dovranno chiarire la dinamica dei fatti, le condizioni cliniche della madre, il decorso della gravidanza e se vi siano eventuali responsabilità o elementi critici nella gestione dell’emergenza. Un passaggio necessario per dare risposte a una tragedia che ha colpito profondamente la comunità di Priverno e che ora attende chiarezza, nel rispetto del dolore e della complessità di quanto accaduto.