Le testimonianze: “Non si riusciva a respirare”
Tra i racconti più significativi, quello di un passeggero che ha documentato l’accaduto sui social subito dopo l’atterraggio. «L’aria era diventata irrespirabile e il panico si è diffuso in pochi secondi», ha raccontato. «Le persone si spostavano da una parte all’altra dell’aereo, nonostante i tentativi dell’equipaggio di riportare la calma. È stato spaventoso». Un’altra viaggiatrice ha confermato la stessa dinamica: «È successo a metà volo. Non capivamo cosa stesse accadendo e molti pensavano a un guasto grave. Solo dopo si è parlato dello spray. È assurdo che sia potuto salire a bordo». Parole che restituiscono il clima di smarrimento vissuto in cabina, dove per diversi minuti nessuno aveva la certezza di essere al sicuro.
Nonostante lo spavento, l’aereo è atterrato regolarmente all’aeroporto di Brindisi. Una volta a terra, a bordo sono saliti gli agenti della Polizia di frontiera per effettuare i controlli e ricostruire quanto accaduto. Le verifiche hanno portato all’individuazione della proprietaria del bagaglio contenente la bomboletta di spray al peperoncino. La donna sarà denunciata per violazione delle norme sulla sicurezza della navigazione aerea. Pur essendo di libera vendita, infatti, lo spray al peperoncino è vietato a bordo degli aeromobili, sia nel bagaglio a mano sia in stiva, proprio per i rischi legati alla pressurizzazione e alla sicurezza dei passeggeri.

Un episodio che riaccende il tema della sicurezza
L’incidente sul volo Milano–Brindisi riapre il dibattito sui controlli aeroportuali e sull’importanza di rispettare le regole. Basta un singolo oggetto non consentito per trasformare un viaggio ordinario in una situazione potenzialmente pericolosa. Per i passeggeri coinvolti restano il ricordo di minuti interminabili, segnati da paura, bruciore e confusione. Per le autorità, invece, l’ennesimo episodio che dimostra quanto, in volo, anche un piccolo errore possa avere conseguenze enormi.