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Paura per la campionessa italiana: ricoverata in ospedale

Regina Baresi ricoverata al San Raffaele: paura per la febbre a 39,5, cosa è successo e come sta

Una notte trascorsa in ospedale, la febbre altissima che non voleva scendere e la paura di fronte a un malessere improvviso. Sono giorni delicati quelli raccontati sui social da una nota ex sportiva, che ha scelto di condividere con i suoi follower non soltanto l’esperienza del ricovero, ma soprattutto il volto più intimo di questa difficile parentesi: quello di chi le è rimasto accanto senza lasciarla sola.

Il racconto è fatto di preoccupazione, attese e piccoli gesti quotidiani. E proprio quando la malattia costringe a fermarsi, emerge con ancora più forza l’importanza della presenza di una persona amata.

Ricovero al San Raffaele e febbre a 39,5

La notizia è arrivata attraverso Instagram, con una frase capace di alleggerire, almeno per un momento, una situazione tutt’altro che piacevole: “Se volevo essere paziente mi facevo ricoverare”. Una battuta costruita sul doppio significato della parola “paziente”, scelta per accompagnare la fotografia dal letto d’ospedale.

La protagonista ha spiegato di essere ricoverata al San Raffaele di Milano a causa di un’infezione renale. Secondo quanto riportato da Il Giorno, la situazione sarebbe stata accompagnata anche da due piccoli ascessi e il ricovero sarebbe iniziato nei giorni precedenti alla pubblicazione del messaggio. La stessa protagonista ha cercato di tranquillizzare chi la segue, spiegando che non si tratterebbe di qualcosa di grave e che avrebbe dovuto rimanere ancora qualche giorno in ospedale.

Ma è soprattutto il racconto delle ore trascorse al pronto soccorso ad aver restituito la misura della paura vissuta.

La febbre e la notte in ospedale

Nel secondo messaggio, infatti, il tono cambia. Non c’è più soltanto l’ironia dell’annuncio, ma il racconto di una notte difficile, segnata da una febbre arrivata a 39,5 gradi e dalla vicinanza della persona amata.

“Ci sei stato dal primo secondo senza lasciarmi da sola un attimo. Siamo arrivati al PS che stavo malissimo, abbiamo passato la notte vicini con la paura della febbre a 39,5 che non scendeva e non dimenticherò mai le ore su quelle seggioline verdi così scomode e così fredde”.

Sono parole che raccontano un momento di fragilità senza nascondere la paura. Quelle sedie del pronto soccorso, il tempo che sembra non passare, la febbre che non scende e una mano da stringere diventano così i dettagli più concreti di una notte difficile. Il riferimento alla temperatura e al malessere è stato riportato anche da Il Giorno, che ha ricostruito il racconto pubblicato sui social.

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