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“Pensavo di essere stressata”: scopre la terribile malattia così. I sintomi erano insospettabili

Le cure e il cambiamento del corpo

La malattia e le terapie hanno modificato anche il suo aspetto. Eva ha raccontato di aver perso i capelli e di utilizzare spesso una bandana, anche se recentemente ha iniziato a sentirsi a suo agio anche senza. Dopo un forte dimagrimento ha inoltre recuperato peso, anche a causa delle cure e del cortisone. Un cambiamento che oggi vive con una prospettiva diversa.

Il corpo può essere cambiato, ma per lei la priorità è un’altra: vedere come sta rispondendo alle terapie.

Dopo i trattamenti, soprattutto nei primi giorni, arriva una forte stanchezza. Poi lentamente le energie tornano e sente nuovamente il bisogno di alzarsi, camminare e riprendere a muoversi.

Perché non ha ancora raccontato tutto sui social

Nonostante la sua presenza online, Eva ha scelto per il momento di non raccontare pubblicamente ogni dettaglio della malattia. Non perché voglia nascondere quello che sta vivendo, ma perché sente di aver bisogno di tempo per elaborarlo. Ha sempre utilizzato i social soprattutto per condividere contenuti legati alla moda, ai viaggi e alla parte più leggera della sua quotidianità. Ora, però, qualcosa potrebbe cambiare.

Le sono arrivati numerosi messaggi di sostegno anche quando ha accennato alla situazione nelle stories. Alcuni provenivano da persone che non aveva mai incontrato, altri da colleghe o conoscenze che non vedeva da anni. Un affetto che potrebbe convincerla, quando sarà pronta, a raccontare qualcosa in più alla propria community.

Tra le cose che ha dovuto mettere in pausa c’è anche un viaggio a New York. Eva aveva programmato di tornare nella città americana ad aprile, ma la situazione legata alla malattia l’ha costretta ad annullare il progetto. Oggi quel viaggio rappresenta molto più di una semplice vacanza. È uno dei desideri che vorrebbe realizzare quando le condizioni glielo permetteranno.

Tornare a viaggiare, riprendere le abitudini di prima e poter fare nuovamente anche le cose più semplici sono diventati obiettivi molto concreti.

“La prima cosa è ascoltare il proprio corpo”

Dalla sua esperienza è arrivato anche un messaggio rivolto a chi tende a minimizzare sintomi apparentemente comuni. Eva ha spiegato di aver imparato ancora di più quanto sia importante prestare attenzione ai segnali del proprio corpo e non fermarsi alla prima spiegazione quando qualcosa continua a non andare.

Nel suo caso, alcuni sintomi erano stati ricondotti alla stanchezza, alla vita intensa o ad altri disturbi. Poi gli accertamenti hanno mostrato un quadro completamente diverso. Per questo ha invitato a non ignorare ciò che il corpo comunica e, quando necessario, ad approfondire con ulteriori controlli e a rivolgersi ai medici.

Durante questo percorso Eva ha trovato sostegno nella famiglia, nel compagno e nell’équipe medica alla quale ha deciso di affidarsi. Ma c’è stato anche un altro tipo di aiuto, arrivato direttamente dalle persone incontrate durante le cure.

In alcuni momenti è stata lei a incoraggiare altre pazienti, in altri sono state loro a darle la forza necessaria per affrontare una giornata difficile.

Un sostegno reciproco che, nel suo racconto, ha assunto un significato particolare mentre continua il percorso terapeutico e cerca di tornare gradualmente alla sua quotidianità.

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