
La transizione verso la digitalizzazione dei servizi pubblici ha indubbiamente semplificato l’accesso alle prestazioni assistenziali e previdenziali, ma al contempo ha aperto il fianco a nuove e sempre più sofisticate minacce informatiche. Negli ultimi tempi, l’attenzione delle autorità e delle forze dell’ordine si è focalizzata su una serie di episodi fraudolenti che vedono come vittime privileged gli anziani e i titolari di trattamenti pensionistici. Attraverso tecniche articolate di ingegneria sociale e furto di identità, malintenzionati riescono a penetrare nelle posizioni personali degli utenti, compromettendo la sicurezza economica dei cittadini. La gravità del fenomeno ha spinto l’Inps a lanciare un avvertimento urgente, sollecitando tutta la popolazione a verificare tempestivamente l’integrità dei propri recapiti e le credenziali registrate nei sistemi informatici dell’istituto.
Il meccanismo della frode informatica e i casi del ragusano
Gli episodi più recenti, registrati in particolare nella provincia di Ragusa, evidenziano un modus operandi ben strutturato da parte dei truffatori. Tutto ha inizio solitamente in modo del tutto silenzioso e quasi impercettibile per la vittima, che riceve notifiche automatiche relative a modifiche del proprio profilo. Viene ad esempio segnalata la variazione dell’indirizzo di posta elettronica associato, l’inserimento di un nuovo numero di telefono cellulare oppure il cambio della password di accesso. Molto spesso il pensionato tende a sottovalutare questi messaggi, ritenendoli semplici errori di sistema o notifiche trascurabili, senza rendersi conto che in quel preciso istante si sta consumando la violazione dei propri dati personali. Una volta ottenute le credenziali di accesso, i criminali informatici prendono il pieno controllo della scheda utente, estromettendo di fatto il legittimo proprietario e spianando la strada a operazioni finanziarie illecite.
Ottenuto l’accesso non autorizzato all’interno del portale personale MyInps, i truffatori procedono rapidamente a blindare la propria posizione alterando i recapiti ufficiali di contatto. Questa manovra preventiva impedisce al titolare effettivo di ricevere successive comunicazioni di avviso o di allarme relative alle operazioni in corso. Il pericolo maggiore riguarda la successiva manipolazione dei dati di accredito, poiché i criminali sostituiscono l’Iban originario della pensione con quello di carte ricaricabili o conti correnti di comodo intestati a prestanome. In questo modo, al momento dell’erogazione del mensile, le somme spettanti al cittadino vengono dirottate verso destinazioni fraudolente. L’amara scoperta avviene solitamente solo nel momento in cui la pensione non risulta accreditata sul conto abituale, quando il danno economico si è ormai concretizzato e la ricostruzione dei passaggi richiede complessi accertamenti.
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