Aumenti pensioni e fasce più esposte ai rincari
L’eventuale incremento avrebbe un impatto particolarmente rilevante sulle pensioni medio-basse, più vulnerabili agli aumenti di prezzi su alimentari, energia e servizi. Proprio per questo, il sistema di perequazione prevede tutele più forti per gli assegni di importo contenuto, modulando invece gli aumenti sulle fasce più alte.

Quando entra in vigore la nuova rivalutazione: gennaio 2027
L’adeguamento dovrebbe scattare da gennaio 2027. Come avviene annualmente, l’Inps applicherà l’aggiornamento in automatico nei cedolini di gennaio, utilizzando l’indice Foi al netto dei tabacchi elaborato dall’Istat.
In pratica, l’aumento verrà riconosciuto senza adempimenti da parte dei beneficiari: l’ente previdenziale procederà direttamente al ricalcolo secondo le percentuali stabilite.
Perequazione Inps: chi prende la rivalutazione piena e chi no
La rivalutazione non sarà uniforme per tutti. Gli assegni fino a circa 2.447 euro lordi mensili, cioè quattro volte il trattamento minimo Inps, dovrebbero beneficiare dell’adeguamento pieno.
Per gli importi superiori, invece, la crescita viene ridotta in modo progressivo sulla quota eccedente, attraverso un sistema a scaglioni pensato per garantire una maggiore protezione ai redditi pensionistici più bassi.

Simulazioni con tasso al 2,8%: pensione minima, assegno sociale e invalidità
Con un’ipotesi di rivalutazione al 2,8%, l’aumento non riguarderebbe solo le pensioni, ma anche varie prestazioni assistenziali. In base alle stime:
- la pensione minima potrebbe passare da 611,85 euro a circa 628,98 euro al mese;
- l’assegno sociale salirebbe da 546,24 euro a circa 561,54 euro mensili;
- si registrerebbero incrementi anche per pensioni di invalidità civile e prestazioni dedicate ai non vedenti;
- potrebbero variare anche alcuni limiti reddituali utili per l’accesso a specifiche misure assistenziali.
Percentuali definitive: cosa serve per confermare gli aumenti
Per conoscere gli importi ufficiali sarà necessario attendere la chiusura del 2026. Solo dopo la pubblicazione dei dati definitivi sull’inflazione e l’emanazione del decreto del Ministero dell’Economia verranno fissate le percentuali certe che l’Inps applicherà agli assegni.