Quattordicesima e importo aggiuntivo: requisiti diversi
Le due misure vengono spesso associate perché riconosciute nello stesso periodo dell’anno, ma si tratta di prestazioni differenti, soggette a condizioni specifiche.
La quattordicesima spetta ai pensionati che hanno almeno 64 anni e rispettano i limiti di reddito individuale fissati dalla legge. L’importo aggiuntivo da 154,94 euro, invece, è rivolto ai titolari di pensioni particolarmente basse.
Per il bonus aggiuntivo, a differenza di quanto avviene per la quattordicesima, conta anche la situazione reddituale del coniuge o della persona unita civilmente. Un pensionato può quindi maturare il diritto a una sola prestazione oppure a entrambe.
Questa differenza spiega perché l’Inps abbia gestito le revoche con procedimenti distinti, pur riunendo le comunicazioni nel medesimo messaggio.

Perché l’Inps revoca le prestazioni collegate al reddito
Quattordicesima e importo aggiuntivo vengono inizialmente erogati su base provvisoria. In un secondo momento, l’Inps verifica le informazioni reddituali disponibili e controlla che siano presenti tutti i requisiti richiesti.
Le verifiche avvengono anche attraverso l’incrocio dei dati con l’Anagrafe tributaria. Se la dichiarazione reddituale non risulta presentata nei termini, l’Istituto procede prima alla sospensione e poi, una volta chiuso l’iter amministrativo, alla revoca definitiva.
Da agosto 2026, per i pensionati coinvolti, questa procedura si tradurrà in una trattenuta sulla pensione. La raccomandata dell’Inps sarà il documento di riferimento per conoscere importo, durata e modalità del recupero.