Il procuratore Mazzeo: “Più domande che risposte”
Sul caso è intervenuto il procuratore di Asti Biagio Mazzeo, che ha ritenuto plausibile l’ipotesi di una reazione dettata dal timore, senza però anticipare conclusioni. “Ma si deve tenere sempre presente che è stata stroncata una vita umana”, ha sottolineato il procuratore a La Stampa.
Come riporta il quotidiano, Mazzeo ha rimarcato la complessità dell’accertamento: in questa fase, infatti, sono “più le domande che le risposte”. Un passaggio che restituisce la natura delicata del fascicolo aperto dalla procura.
A riferire di quanto sarebbe avvenuto subito dopo i rumori provenienti dall’esterno del casolare è stato anche Giuseppe, fratello di Roberto Mollo. Secondo il suo racconto, il 35enne sarebbe apparso “nel panico” e la sua reazione sarebbe stata “frutto del panico”.
“Ha sparato nel buio, non si vedeva niente”, ha dichiarato il fratello, soffermandosi sulle condizioni in cui sarebbero partiti i colpi.
La famiglia di Gjovalin Lazri chiede rispetto per il lutto
Dall’altra parte, i familiari di Gjovalin Lazri hanno scelto di non commentare per il momento. La loro avvocata, Roberta Sisimbro, ha spiegato che i parenti “non hanno dichiarazioni da rilasciare” e chiedono rispetto durante il lutto.
La legale ha invitato ad attendere gli sviluppi investigativi prima di formulare valutazioni: “Viviamo in uno Stato di diritto, c’è la Carta costituzionale e la legge da rispettare”, ha ricordato.
“Attenderemo il prosieguo delle indagini, perché a questo punto abbiamo ancora molti pochi elementi per poter esprimere qualunque tipo di valutazione”.
La morte di Lazri e l’iscrizione di Mollo nel registro degli indagati aprono ora una fase centrale dell’inchiesta. Gli accertamenti sulla sparatoria di Baldissero D’Alba dovranno chiarire ogni passaggio di quella notte, mentre per il 35enne non risultano al momento provvedimenti cautelari.
