Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

“Perché non è stato lui”. Garlasco, Andrea Sempio e la prova dello scontrino

Consegna dello scontrino e tempi: cosa risulta dagli atti

La frase “perché non si sa mai” viene richiamata negli atti come elemento collegato alla conservazione del ticket. Il documento, rimasto per 14 mesi in un cassetto, venne consegnato soltanto quando i carabinieri tornarono a sentire Sempio per approfondire il verbale del 18 agosto 2007. In quel passaggio, secondo la ricostruzione, non gli era stata inizialmente richiesta la descrizione delle attività svolte la mattina dell’omicidio, ma era stato chiesto il motivo delle tre telefonate effettuate il 7 e l’8 agosto al telefono fisso dei Poggi, in un periodo in cui Chiara era sola in casa.

L'avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Andrea Sempio

Alibi e alibi falso: la qualificazione giuridica dello scontrino

Uno degli aspetti oggi considerati rilevanti riguarda la possibile qualificazione giuridica del documento. Se in precedenza lo scontrino era stato interpretato come elemento a supporto della versione dell’interessato, nell’attuale prospettiva potrebbe essere valutato come alibi falso, con conseguenze diverse sul piano indiziario. Viene richiamato, in tal senso, un orientamento della Cassazione secondo cui l’assenza di un alibi è un dato neutro, mentre la produzione di un alibi ritenuto falso può assumere valore come elemento di colpevolezza.

Le valutazioni nella prima indagine e nell’archiviazione del 2017

Negli atti della prima indagine, lo scontrino era stato descritto come elemento a discarico. La PG di Milano Laura Barbaini scriveva: “Il combinato disposto delle prove orali, dello scontrino del parcheggio di Vigevano pagato alle 10.18 e l’orario e lo scambio delle telefonate e dei messaggi con gli amici Capra e Freddi dimostrano che Sempio dice il vero sullo svolgimento della mattinata del 13.08.2007”. Nella stessa memoria si legge anche che “lo scontrino è la prova che dice il vero e che non può aver commesso alcun omicidio“.

Anche il procuratore aggiunto Mario Venditti, nella richiesta di archiviazione del 16 marzo 2017, aveva ridimensionato le contestazioni sollevate dalla difesa di Stasi. Il gip Fabio Lambertucci, nel decreto del 23 marzo 2017, ricostruiva così la mattinata: Sempio “alle 9.58 fece una conversazione di un secondo indirizzata a Capra, agganciando Garlasco, e si spostò in macchina raggiungendo in 15 minuti Vigevano, dove non effettuò né ricevette chiamate (per questo motivo risulta non aver attivato le celle di Vigevano, circostanza sottolineata con sospetto dalla relazione investigativa), pagando il parcheggio alle 10.18”.

Leggi anche: Schianto spaventoso in galleria, statale paralizzata: carambola tra quattro auto

Il punto delle nuove verifiche: “pagando il parcheggio alle 10.18”

La nuova lettura investigativa si concentrerebbe proprio sul passaggio “pagando il parcheggio alle 10.18”. Secondo l’ipotesi che viene valutata dagli inquirenti, quel parcheggio potrebbe non essere stato pagato da Sempio. Qualora tale ricostruzione trovasse riscontri, lo scontrino di Andrea Sempio potrebbe cambiare significato all’interno del quadro indiziario e diventare uno degli elementi valutati dalla Procura di Pavia nell’ambito degli accertamenti in corso.

Nel caso del delitto di Garlasco, l’evoluzione delle verifiche mostra come un singolo documento possa assumere interpretazioni diverse nel tempo. In attesa degli ulteriori accertamenti, l’attenzione resta concentrata sul ruolo dello scontrino nel percorso di ricostruzione dei fatti legati alla morte di Chiara Poggi.

Pagine: 1 2
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure