Fondo da 850 milioni per uscita dal lavoro e nuova Quota 100
La legge di bilancio comprende anche un fondo da 850 milioni di euro l’anno per il triennio 2027-2029, destinato al “supporto in uscita dal mercato del lavoro”. Si tratta della misura che la Lega presenta come superamento della riforma Fornero.
L’ipotesi illustrata prevede l’uscita dal lavoro a 64 anni con almeno 36 anni di contributi, estendendo la possibilità anche ai lavoratori che hanno iniziato l’attività prima del 1996. Il meccanismo contemplerebbe però il ricalcolo contributivo dell’assegno e, di conseguenza, un importo potenzialmente più basso per chi scegliesse il pensionamento anticipato.
Sulla misura è intervenuta Elsa Fornero con parole molto critiche: “Una misura sfacciata e ingannevole, l’ennesima trovata di breve periodo di un signore a caccia di voti, finanziata con una nuova imposta a carico dei pensionati”.
Ape sociale 2027: conferma della proroga e requisiti
Nel quadro della manovra viene inoltre confermata la proroga dell’Ape sociale nel 2027. La misura riguarda coloro che hanno almeno 63 anni e 6 mesi e che rientrano nelle categorie previste: disoccupati, caregiver, persone con invalidità e lavoratori impegnati in attività considerate gravose.
Il finanziamento indicato è di 180 milioni di euro per il 2027 e di 370 milioni per il 2028, con risorse programmate fino al 2032. Rimarrebbe il divieto di cumulare il trattamento con redditi da lavoro, fatta eccezione per le prestazioni occasionali entro il limite di 5.000 euro lordi annui.
La vicenda è quindi destinata a restare al centro del confronto parlamentare. Al momento, gli elementi disponibili descrivono un intervento che tutela integralmente gli assegni più bassi, mentre riduce l’effetto dell’indicizzazione sulle pensioni medio-alte e finanzia nuovi strumenti per l’uscita anticipata dal lavoro. Resta da capire se il testo subirà modifiche durante l’iter della legge di bilancio.
