Secondo la normativa peruviana, le dimissioni del premier comportano automaticamente la decadenza dell’intero esecutivo, composto da 18 ministri.
Spetterà ora al presidente José Balcázar decidere se confermare l’attuale squadra di governo oppure procedere con un rimpasto complessivo dell’esecutivo.
La crisi politica arriva in un contesto di tensioni istituzionali e di persistente instabilità, a ridosso di un appuntamento elettorale considerato cruciale per il futuro del Paese.
Le elezioni del 12 aprile determineranno infatti, per i prossimi cinque anni, il presidente della Repubblica, i vicepresidenti e la composizione del Parlamento, che tornerà a essere bicamerale con un Senato di 60 seggi e una Camera dei Deputati di 130 seggi.