Le fonti di prova: videosorveglianza e filmati sui social
Gli investigatori stanno lavorando su più livelli, con un’attenzione particolare ai materiali video. Secondo quanto riferito, vengono analizzati i filmati delle telecamere di videosorveglianza e i contenuti diffusi online nelle ore degli scontri, allo scopo di associare volti e movimenti alle singole condotte contestate.
L’obiettivo è ricostruire una sequenza cronologica solida: dai momenti iniziali della manifestazione fino alle fasi più gravi, quando la protesta si sarebbe trasformata in azioni violente contro le forze dell’ordine.
Leggi anche: Sposato, con un figlio: chi è il poliziotto massacrato a Torino. Soli 29 anni

Il contesto: la tensione legata allo sgombero di Askatasuna
Il punto di origine della mobilitazione è legato allo sgombero di Askatasuna, tema che da tempo alimenta un confronto acceso tra istituzioni e movimenti. La manifestazione di ieri, nata come protesta, è degenerata in scontri che hanno richiesto un importante impiego di uomini e mezzi per il contenimento e la messa in sicurezza di alcune aree della città.
Le autorità stanno ora valutando l’impatto complessivo degli eventi sul dispositivo di ordine pubblico, anche in relazione a eventuali nuove iniziative annunciate o possibili criticità nelle prossime ore. In questo quadro, la priorità resta la tutela della sicurezza e la piena ricostruzione dei fatti, con l’acquisizione di tutti gli elementi utili a chiarire responsabilità individuali e dinamiche operative.