Chi era Laura Procacci, prima donna sottufficiale del Corpo
Tra le vittime figura il sergente Laura Procacci, originaria di Andria e membro del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Il suo percorso era stato segnato da un primato significativo: era stata la prima donna sottufficiale a prestare giuramento nella storia del Corpo, un passaggio considerato rilevante nel processo di inclusione nelle componenti ausiliarie dello Stato.
Nel corso del servizio, Procacci aveva svolto le proprie funzioni con un profilo professionale legato ai valori umanitari, al soccorso e alla protezione civile che caratterizzano la Croce Rossa. La sua morte, avvenuta durante un’attività operativa in Bosnia-Erzegovina, ha suscitato cordoglio nelle istituzioni e tra quanti ne avevano conosciuto il lavoro. Il suo nome si aggiunge a quello degli altri tre militari deceduti nell’incidente.

Ruggia e Marchesi in servizio all’Aviazione dell’Esercito
I sergenti Claudio Marchesi e Simone Ruggia prestavano servizio presso il Comando Aviazione dell’Esercito, l’Aves, con sede a Viterbo. Entrambi erano assegnati al 1° Reggimento “Antares” del Centro Addestrativo, struttura che ha il compito di formare e addestrare il personale impiegato nel settore aeronautico dell’Esercito.
Il reparto cura in particolare la preparazione di piloti e tecnici, oltre allo sviluppo delle procedure per l’utilizzo degli aeromobili nelle attività delle Forze Operative Terrestri. Il Centro Addestrativo fornisce inoltre capacità operative utilizzabili sia sul territorio nazionale sia nelle missioni all’estero. La presenza dei due sergenti in Bosnia si inseriva dunque nelle attività svolte dall’Italia nel contesto multinazionale di Eufor.
Il ruolo di Eufor Althea e la situazione a Brčko
Il CH47F Chinook era impegnato nella missione Eufor Althea, avviata nel 2004 con l’obiettivo di contribuire al mantenimento di un ambiente sicuro e stabile in Bosnia-Erzegovina. L’operazione europea affianca le autorità locali e mantiene una presenza internazionale in un territorio dove le conseguenze della guerra degli anni Novanta continuano a incidere sugli equilibri politici e istituzionali.
Il contingente italiano rappresenta una componente importante della missione ed è guidato dal generale Maurizio Fronda. Sono circa 320 gli italiani impiegati nel dispositivo, che opera in un quadro complesso e segnato da periodiche tensioni. Le attività comprendono addestramento, supporto logistico, pattugliamento e cooperazione con le strutture locali e internazionali presenti sul territorio.
Il distretto di Brčko, attraversato dal fiume Sava, è un punto particolarmente sensibile della Bosnia-Erzegovina per la sua posizione e per il suo particolare status amministrativo. L’area costituisce un collegamento strategico tra le diverse parti del Paese. Sullo sfondo restano le tensioni politiche legate alla linea del leader della Republika Srpska Milorad Dodik, sostenitore dell’indipendenza dell’entità serbo-bosniaca e recentemente ricevuto a Mosca da Vladimir Putin.
Il cordoglio delle istituzioni italiane ed europee
La notizia dell’incidente ha provocato immediate reazioni da parte delle più alte cariche dello Stato. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di cordoglio al capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano. Messaggi di vicinanza sono arrivati anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro della Difesa Guido Crosetto, oltre che da esponenti delle istituzioni nazionali ed europee.
Nel ricordo dei quattro morti, Meloni e Crosetto hanno sottolineato il servizio svolto dai militari italiani nell’ambito della missione internazionale: «ai nostri militari che hanno perso la vita servendo il Paese va la riconoscenza dell’Italia intera». Cordoglio è stato espresso anche dalla segretaria del Partito democratico Elly Schlein, dalla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e dall’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri Kaja Kallas.

La presidente del Consiglio ha affidato a X un messaggio rivolto alle famiglie delle vittime e ai militari impegnati in Bosnia. «La notizia del tragico incidente che ha coinvolto un elicottero italiano di Eufor in Bosnia-Erzegovina “è motivo di profondo dolore”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni su X. “Il mio pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che, impegnati nella missione per la pace e la stabilità della regione, stanno vivendo ore di angoscia. A loro va la mia più sincera vicinanza e quella del governo italiano”, prosegue il messaggio di cordoglio.
Assistenza ai feriti e indagini ancora aperte
Il ministro Crosetto ha annunciato che avrebbe raggiunto la Bosnia insieme al capo di Stato Maggiore della Difesa per incontrare i feriti e il personale italiano presente nella missione. L’obiettivo è seguire l’evoluzione sanitaria delle undici persone ricoverate e garantire il necessario supporto medico e organizzativo dopo l’incidente.
“Domani mattina, con il Capo di Stato Maggiore della Difesa raggiungeremo i nostri feriti e gli altri militari in Bosnia, con altri medici militari italiani specialisti”. Lo annuncia in un post su X il ministro della Difesa Guido Crosetto dopo l’incidente elicotteristico di oggi in Bosnia costato la vita a 2 militari dell’esercito e due della Croce Rossa. “Da ore seguo, con lo Stato Maggiore Difesa quello dell’Esercito e il Comando operativo di vertice interforze, le 11 persone ferite ed attualmente ricoverate presso gli ospedali di Brcko e di Tuzla, dove abbiamo inviato personale medico militare italiano per monitorare il nostri ragazzi da vicino. A chi fino a oggi ha servito ed ora ha bisogno andrà tutto il nostro aiuto possibile”.
Le cause della caduta del Chinook italiano in Bosnia restano quindi da definire. Gli accertamenti dovranno ricostruire le condizioni del volo, lo stato del mezzo, le comunicazioni e le manovre compiute dall’equipaggio prima dell’impatto. Nel frattempo, l’attenzione resta rivolta ai feriti, alle famiglie di Laura Procacci, Franco Adriano Zecchillo, Claudio Marchesi e Simone Ruggia e al personale della missione Eufor Althea colpito dalla tragedia.
