
L’avvio della seduta di ieri dell’Aula della Camera è stato caratterizzato da un clima di forte tensione, con proteste incrociate tra maggioranza e opposizioni. Quello che era previsto come un ordinario inizio dei lavori si è rapidamente trasformato in un confronto acceso, che ha costretto la presidente di turno Anna Ascani a richiamare più volte i deputati al rispetto dell’ordine. L’origine del contrasto è legata all’intervento della deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino, che ha rilanciato la richiesta di Avs affinché la premier Giorgia Meloni si presenti in Parlamento per illustrare la posizione del governo su questioni di politica estera, tra cui la Groenlandia e il Board of Peace per Gaza.
L’intervento di Appendino, pur privo di insulti diretti, ha suscitato la reazione immediata di alcuni rappresentanti della maggioranza. Il Questore della Camera, il deputato di Fratelli d’Italia Paolo Trancassini, ha domandato alla presidenza di censurare le parole della parlamentare pentastellata, richiamando precedenti occasioni in cui Appendino avrebbe definito la presidente del Consiglio “tronista”. Le considerazioni di Trancassini sono state accolte da forti proteste dai banchi dell’opposizione, rendendo necessario l’intervento della presidente di turno, che ha dichiarato: «Nessuno può offendere nessuno in quest’Aula, prego tutti di mantenere un dibattito degno dell’Aula, vale per tutti…».

Scontro in Aula tra maggioranza e opposizione
Nonostante il richiamo formale di Anna Ascani, Paolo Trancassini ha ribadito in Aula che «pregiudicata non è un’offesa, ma attiene a fatti di cronaca». Questa affermazione ha determinato un’ulteriore impennata della tensione e l’intervento della deputata del M5s Carmela Auriemma, che ha sollecitato la convocazione dell’Ufficio di presidenza e l’adozione di misure disciplinari. «Non esiste che un collega si alzi e offenda un altro collega, lui ha anche il ruolo di Questore e questa cosa non può finire qui, vi dovete vergognare», ha dichiarato Auriemma, alzando i toni in un’aula già fortemente agitata.
Alla dinamica si è aggiunto anche l’intervento di Marco Grimaldi di Avs, che ha replicato a un esponente della maggioranza che aveva urlato “comunisti” verso i banchi dell’opposizione: «La parola comunista per noi non sarà mai un’offesa, detta da post-fascisti che non hanno capito cosa sono stati nella storia del paese… invitiamo ad abbassare i toni e a non nominare colleghi con epiteti». Grimaldi ha così richiamato la necessità di un confronto istituzionale più moderato, denunciando un atteggiamento giudicato intollerante da parte della destra nei confronti delle forze di opposizione.
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