Prezzi benzina e gasolio oggi: i dati medi e l’impatto sul pieno
Secondo gli ultimi aggiornamenti disponibili, il prezzo medio della benzina si attesta a 1,773 euro al litro, mentre il gasolio scende a 2,134 euro al litro. La riduzione risulta contenuta per la verde, pari a 1,9 centesimi, e più evidente per il diesel, con un arretramento di 5 centesimi.
In termini pratici, la flessione del gasolio si traduce in un risparmio stimato di circa 2,5 euro su un pieno da 50 litri rispetto a pochi giorni prima, a parità di condizioni di acquisto.
Mercati internazionali e Brent: perché i listini scendono
La dinamica dei prezzi alla pompa riflette anche l’andamento delle quotazioni internazionali. Il Brent, dopo aver superato la soglia dei 110 dollari al barile tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, è rientrato intorno ai 95 dollari. A favorire il rientro hanno contribuito sviluppi sul piano diplomatico, tra cui una tregua temporanea tra Stati Uniti e Iran.
Per il gasolio incidono inoltre elementi stagionali: con l’avvicinarsi della primavera e la conseguente riduzione dell’uso del riscaldamento, la domanda tende a diminuire, con effetti sul mercato dei distillati.
Accise e taglio del governo: prezzi contenuti ma scenario delicato
Nonostante il calo registrato, i livelli restano alti e influenzati da misure fiscali. Sul prezzo finale continua a pesare il taglio delle accise disposto dal governo, pari a 24,4 centesimi al litro, con proroga fino al 1° maggio. L’intervento riduce l’esborso per gli automobilisti ma comporta un costo per la finanza pubblica stimato vicino al miliardo di euro in poco più di un mese.
Stretto di Hormuz e rischio approvvigionamenti: cosa resta da monitorare
Il principale elemento di incertezza resta legato agli equilibri geopolitici. Se la situazione nello Stretto di Hormuz dovesse deteriorarsi, il tema non riguarderebbe soltanto nuovi incrementi dei listini: verrebbe messa sotto pressione anche la continuità delle forniture, con il rischio di una riduzione progressiva delle disponibilità.
Al momento, la diminuzione dei prezzi viene letta come una fase di attenuazione della tensione più che come un cambio strutturale. La tenuta del mercato, infatti, continua a dipendere da un equilibrio esposto a possibili nuove variazioni in caso di ulteriori eventi internazionali.