Gli effetti della manovra: entrate e impatto sui consumatori
L’aumento delle accise sui prodotti del tabacco rappresenta una strategia fiscale mirata: l’incremento graduale dei prezzi, oltre a disincentivare il consumo, permette di garantire entrate significative per lo Stato. Le stime indicano che l’effetto complessivo potrebbe generare miliardi di euro aggiuntivi all’anno, da reinvestire in politiche sanitarie e controlli sul mercato del tabacco.
Dal punto di vista dei consumatori, però, l’impatto è evidente: molti marchi subiranno rincari simili a quelli delle Camel, modificando le abitudini di acquisto e portando alcune persone a scegliere alternative più economiche, come il trinciato o i prodotti senza combustione.
La campagna popolare per aumentare il prezzo delle sigarette
Parallelamente agli aumenti ufficiali, prosegue la raccolta firme per la proposta di legge d’iniziativa popolare che chiede di aumentare di 5 euro il prezzo di tutti i prodotti da fumo, compresi quelli a tabacco riscaldato e altri prodotti a base di nicotina.
La campagna, promossa da Aiom, Fondazione Aiom, Airc e Fondazione Veronesi con il sito 5eurocontroilfumo.it, ha superato le 13mila firme in pochi giorni, partendo da 8mila sottoscrizioni raccolte nelle prime 24 ore. Per presentare la proposta in Parlamento, però, serviranno almeno 50mila firme. I cittadini maggiorenni possono partecipare tramite SPID, CIE o altra identità digitale sul portale del Ministero della Giustizia.
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Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Nei prossimi giorni i tabaccai riceveranno gli aggiornamenti ufficiali sui nuovi prezzi, che interesseranno gradualmente tutti i marchi sul mercato. L’attenzione sarà rivolta in particolare alle sigarette più vendute, come Marlboro, Camel e Chesterfield, mentre altri marchi di nicchia e il trinciato seguiranno la stessa logica di rincaro.
Gli aumenti saranno progressivi e previsti anche per i prossimi due anni, con l’obiettivo di bilanciare le entrate fiscali e gli effetti sul consumo. Contestualmente, l’iniziativa popolare di aumento di 5 euro rappresenta un tentativo di accelerare ulteriormente la politica di disincentivo, con un forte impatto sul settore e sui consumatori abituali.