Il piano premeditato e i contenuti online
Dalle indagini emerge un quadro di premeditazione. Il giovane avrebbe filmato l’aggressione con il telefono, fissato a un’imbracatura, con l’intenzione di trasmettere l’azione in diretta su un canale Telegram.
All’interno dello stesso gruppo, gli investigatori hanno individuato un messaggio definito come un “manifesto”, in cui il ragazzo annunciava le proprie intenzioni violente. Nel testo, faceva riferimento anche all’età minima per la responsabilità penale in Italia, ritenendo di non poter essere processato.
Secondo la ricostruzione, alla base del gesto ci sarebbero tensioni maturate nei giorni precedenti, tra discussioni con compagni e un brutto voto ricevuto, elementi che avrebbero alimentato il risentimento nei confronti dell’insegnante.

Le perquisizioni e il materiale sequestrato
Durante le perquisizioni nella stanza del 13enne, i carabinieri hanno trovato materiali potenzialmente utilizzabili per la realizzazione di esplosivi, tra cui sostanze chimiche come acido muriatico, fertilizzanti e acetone.
Tutti gli elementi sono stati sequestrati e inviati ai laboratori per le analisi. Gli accertamenti dovranno chiarire la reale natura dei materiali e l’eventuale capacità di utilizzo da parte del ragazzo.
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Le condizioni della docente e il messaggio dopo il ricovero
Dopo l’aggressione, Chiara Mocchi è stata trasportata all’ospedale Papa Giovanni XXIII, dove è stata sottoposta a intervento chirurgico e ricoverata in terapia intensiva.
Le sue condizioni sono in miglioramento. Dopo il risveglio, ha scritto un messaggio in cui ha espresso la volontà di tornare a insegnare e di continuare a credere nei giovani, nonostante quanto accaduto.