Ritardi e disservizi sulla rete ferroviaria: le cause del deterioramento
Alla base della rottura ci sono i gravi disservizi che hanno interessato la rete ferroviaria nazionale, con ritardi ripetuti e disagi su tratte rilevanti. La situazione aveva già alimentato l’irritazione del ministro Salvini. In una prima fase, le criticità erano state ricondotte a elementi esterni, tra cui i furti di rame, atti vandalici e guasti ai convogli di operatori privati. Tuttavia, il clima di insoddisfazione è rimasto e l’incontro ha portato a una conclusione: proseguire con l’assetto attuale non era ritenuto più sostenibile.
Ferrovie dello Stato e Pnrr: investimenti, cantieri e risultati economici
Nonostante l’uscita di scena, dal ministero viene rivendicato un bilancio positivo dell’attività svolta nell’ultimo biennio. Nel corso del confronto, Salvini avrebbe evidenziato il raggiungimento dei target del Pnrr e l’avvicinamento al traguardo di 25 miliardi di euro di investimenti. Sempre secondo i dati richiamati, sotto la gestione Donnarumma sono stati coordinati circa 1.300 cantieri al giorno e sarebbe stato registrato un incremento della puntualità del 7% nel mese corrente rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Sul fronte finanziario, l’ultimo bilancio indica il ritorno all’utile con un risultato di 30 milioni di euro, presentato come segnale di solidità della holding in una fase di trasformazione e di forte pressione operativa.
La “fase due” per Fs: continuità operativa e gestione dei cantieri estivi
Con le dimissioni di Donnarumma, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti punta a far partire rapidamente una nuova stagione di gestione. La priorità dichiarata riguarda la cosiddetta fase due, concentrata sulla conduzione e sulla messa a terra dei cantieri già programmati, con particolare attenzione ai lavori previsti nel periodo estivo e nei mesi successivi. L’impostazione è quella di garantire continuità e non interrompere le attività in corso.
Possibile successore alla guida di Ferrovie dello Stato: il nome di Strisciuglio
In questa fase, l’orientamento sarebbe quello di individuare un profilo con esperienza maturata all’interno del gruppo. Le indiscrezioni legate al dossier indicano con insistenza Gianpiero Strisciuglio, attuale amministratore delegato di Trenitalia, come figura considerata idonea a gestire la transizione e a seguire l’attuazione dei cantieri e delle attività operative già avviate.