Palazzo Chigi: dialogo con la categoria e richiamo alla legalità
Nel corso del vertice con Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, i ministri Francesco Lollobrigida e Matteo Piantedosi, oltre ai sottosegretari Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano, hanno affrontato anche il tema dell’ordine pubblico. Fonti della Presidenza del Consiglio hanno evidenziato la distinzione tra le rivendicazioni economiche avanzate dagli operatori e le condotte di chi intende proseguire i blocchi nonostante l’apertura del confronto istituzionale.
La linea dell’esecutivo resta quella di garantire il dialogo con le associazioni di categoria, senza ammettere comportamenti ritenuti illegali. Secondo quanto riferito da Palazzo Chigi, le Forze dell’ordine hanno già scortato circa 500 autotrasportatori che hanno scelto di continuare a lavorare, e il servizio dovrebbe essere assicurato anche a coloro che ne faranno richiesta.
L’obiettivo dichiarato è permettere alle imprese non aderenti ai blocchi di circolare in sicurezza, tutelando al tempo stesso la libertà di movimento e la prosecuzione delle attività. Sul piano politico, ha suscitato discussione anche la richiesta del ministro Lollobrigida di verificare il casellario giudiziario dei leader della protesta.

Sicilia, sospesi i blocchi degli autotrasportatori Aias
Un primo segnale di distensione è arrivato dalla Sicilia. Dopo l’incontro svolto in Prefettura a Catania, gli autotrasportatori dell’Associazione imprese autotrasportatori siciliani, Aias, hanno comunicato la sospensione della protesta e la rimozione dei blocchi presenti in vari punti dell’isola.
Tra le aree coinvolte figuravano alcuni tratti dell’autostrada Messina-Catania e i presidi organizzati a Palermo. Il presidente dell’associazione, Giuseppe Richichi, ha spiegato che la scelta è maturata dopo le rassicurazioni ricevute sulla partecipazione ai tavoli nazionali dedicati al settore.
La sospensione dei blocchi siciliani potrebbe favorire una graduale normalizzazione della circolazione, ma restano aperte le richieste economiche della categoria. L’esito del Cdm e i contenuti definitivi del decreto saranno quindi determinanti per valutare se l’intervento del governo riuscirà ad allentare la tensione e a garantire la continuità dei rifornimenti.
