
Manifestanti irrompono nel municipio di Marsiglia
Situazione tesa anche a Marsiglia, dove alcuni manifestanti hanno sfondato il portone del municipio e sono entrati nell’atrio dell’edificio, rimanendovi per un breve periodo. Durante l’irruzione hanno intonato cori che richiamavano la Rivoluzione francese, tra cui «È la rivoluzione, prendiamo la Bastiglia». La polizia è intervenuta per allontanare il gruppo. Nella stessa città, un commissariato sulla Canebière è stato preso di mira: sono stati infranti alcuni vetri e all’interno sono state lanciate granate fumogene.
Altri disordini hanno interessato il centro urbano, dove diversi gruppi hanno bloccato temporaneamente il traffico, incendiato cassonetti e acceso fumogeni. Gli agenti delle CRS, le compagnie repubblicane di sicurezza francesi, sono intervenuti per sgomberare alcune delle aree occupate. A Lione, le forze dell’ordine hanno disperso un gruppo di circa 40 persone che tentava di ostacolare la circolazione nei pressi di un ponte sul Rodano. Un altro gruppo, composto da una decina di manifestanti, è stato allontanato vicino alla raffineria di Feyzin.
Blocchi stradali anche a Rennes e Nancy
Le proteste hanno raggiunto anche la Bretagna. A Rennes, fin dalle prime ore del mattino, alcuni manifestanti hanno predisposto blocchi stradali utilizzando bidoni della spazzatura e pallet. Alcune barricate in fiamme hanno ostacolato la circolazione sulla tangenziale e nei pressi di un grande centro commerciale. Blocchi temporanei sono stati segnalati anche a Nancy, mentre a Marsiglia il boulevard du Prado è stato interrotto con cassonetti e monopattini prima dell’intervento delle forze dell’ordine.
Il sito 17octobregiletjaune.net indicava oltre 1.750 azioni di protesta previste in diverse aree del Paese, tra manifestazioni, raduni e blocchi di strade, ponti, stazioni, porti, raffinerie e depositi petroliferi. Le iniziative effettivamente registrate nella prima parte della giornata risultavano tuttavia inferiori alle previsioni della vigilia.
Alla vigilia della mobilitazione, il presidente francese Emmanuel Macron aveva rivolto un appello alla calma da Bruxelles, ricordando che il diritto di manifestare deve essere esercitato nel rispetto delle persone e dei beni, senza ricorrere a insulti o danneggiamenti. Fonti vicine al ministro dell’Interno Laurent Nuñez avevano inoltre avvertito che non sarebbero stati tollerati blocchi delle principali arterie stradali o di infrastrutture considerate essenziali per il funzionamento del Paese.
