Armi nucleari tattiche: lo scenario più grave
Nella ricostruzione più allarmante compare l’eventualità delle armi nucleari tattiche. Si tratta di ordigni con potenza e raggio d’azione inferiori rispetto alle armi nucleari strategiche, ma il loro impiego segnerebbe comunque una svolta senza precedenti nel conflitto in Ucraina.
L’obiettivo attribuito alla Russia sarebbe spingere il governo guidato da Volodymyr Zelensky a cedere, attraverso un salto nella pressione militare e psicologica. Anche in questo caso, si tratta di valutazioni riportate da fonti e non di una decisione pubblicamente confermata dalle autorità russe.
Il dossier è legato anche alle capacità di difesa di Kiev. Donald Trump aveva in un primo momento valutato la possibilità di consentire un rafforzamento della disponibilità ucraina di sistemi Patriot, per poi adottare una linea più cauta. Secondo la ricostruzione, questo passaggio potrebbe aver inciso sulle valutazioni del Cremlino.
John Ratcliffe a Mosca: il ruolo della Cia e il messaggio degli Stati Uniti
La visita di John Ratcliffe nella capitale russa assume quindi un rilievo particolare. Una delle ipotesi riferite è che gli Stati Uniti abbiano voluto trasmettere direttamente a Mosca un avvertimento contro qualsiasi ulteriore escalation, compresa la possibilità di iniziative rivolte contro Paesi della Nato.
Il precedente richiamato è quello dell’autunno del 2021, quando l’allora direttore della Cia William Burns si recò a Mosca per segnalare al Cremlino i rischi di un’invasione dell’Ucraina. Pochi mesi più tardi, Putin ordinò l’attacco su vasta scala.
Trump e Peskov ridimensionano la missione a Mosca
Trump ha ridotto pubblicamente la portata della missione, descrivendola come un’attività sostanzialmente ordinaria e ribadendo che Washington punta alla conclusione della guerra. Il presidente statunitense ha inoltre negato che Ratcliffe fosse stato mandato per affrontare direttamente il tema di possibili attacchi russi ai Paesi dell’Alleanza Atlantica.
Anche il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha escluso un incontro tra Putin e il direttore della Cia. Ha confermato soltanto colloqui fra Ratcliffe e i vertici dei servizi di sicurezza russi.
Resta aperto il punto centrale della vicenda: la missione americana potrebbe riflettere il timore di una nuova escalation in Ucraina, ma al momento non emergono conferme ufficiali sull’adozione di misure militari straordinarie da parte della Russia.