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“Quali sono le speranze con questo tumore”. Di Battista: il drammatico retroscena

Sintomi del tumore al cervello e segnali da valutare

La sintomatologia può essere molto variabile e non esiste un segnale unico che consenta di riconoscere un tumore cerebrale. I disturbi dipendono soprattutto dalla zona interessata e dall’effetto che la massa, o l’edema che la circonda, esercita sulle strutture vicine. Mal di testa persistente, nausea, vomito, crisi epilettiche, difficoltà nel linguaggio, alterazioni dell’equilibrio, debolezza a un arto o modifiche della vista sono manifestazioni che, soprattutto se nuove o in peggioramento, devono essere sottoposte alla valutazione del medico.

Federico Pessina, responsabile della Neurochirurgia cranica dell’Istituto Clinico Humanitas di Milano, ha chiarito il rapporto tra localizzazione e disturbi clinici: «I sintomi di un tumore cerebrale dipendono soprattutto dalle dimensioni della massa e da dove è localizzato, perché ogni zona dell’encefalo è responsabile di una funzione specifica e quindi sarà quell’attività a essere più o meno compromessa». Il medico invita quindi a non sottovalutare cambiamenti persistenti, pur ricordando che sintomi comuni come la cefalea possono avere numerose cause diverse.

In Italia vengono registrate ogni anno oltre 6mila nuove diagnosi di tumori cerebrali. Il dato comprende quadri molto diversi tra loro e non consente, da solo, di trarre conclusioni sul singolo paziente. Età, istologia, grado di aggressività, estensione della malattia e risposta alle terapie sono alcuni degli elementi che vengono presi in considerazione durante gli accertamenti e nei controlli successivi.

Le cure disponibili tra chirurgia, radioterapia e chemioterapia

Il trattamento dei tumori del cervello può prevedere chirurgia, radioterapia e chemioterapia, utilizzate singolarmente o in combinazione. L’intervento chirurgico può avere finalità diagnostiche e terapeutiche e, quando possibile, punta a rimuovere la maggiore quantità di tessuto tumorale senza compromettere aree essenziali. In altri casi, il percorso può essere impostato in modo differente sulla base della posizione della lesione e delle caratteristiche rilevate dagli specialisti.

Franceschi ha sottolineato che la ricerca è ancora impegnata nella ricerca di terapie capaci di modificare in modo decisivo l’evoluzione di molte forme di malattia. «Siamo ancora lontani, purtroppo, da farmaci che ci consentono di guarire o cronicizzare molti casi di tumori al cervello, però la ricerca prosegue, anche grazie al riscontro di alcuni bersagli terapeutici su cui è ora possibile eseguire terapie di nuova generazione a bersaglio molecolare». Le terapie mirate vengono valutate soltanto nei casi in cui le caratteristiche biologiche del tumore le rendano appropriate.

Per Di Battista si apre ora la fase delle cure successive all’operazione e dei controlli clinici. L’ex deputato ha scelto di descrivere questa prospettiva senza ricorrere a formule enfatiche: «Io non ho la retorica del guerriero che dice “Combatterò”. Farò le cure che devo fare, è la priorità, sono positivo. Quelli che non devono mollare sono i dottori e non lo faranno perché sono seguito molto bene». Sul decorso restano determinanti le valutazioni dei medici che lo hanno in cura, nel massimo riserbo sulle informazioni sanitarie personali.

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