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“Quando è entrato in carcere..”. Mario Roggero si è costituito, cosa è successo dopo il suo ingresso a Bollate

La richiesta di grazia e l’istanza di sospensione della pena

La domanda di grazia è stata presentata dopo l’ordine di carcerazione disposto dalla Procura di Asti, successivamente alla conferma della condanna definitiva. La richiesta sarà esaminata secondo l’iter previsto dall’ordinamento.

Il legale del gioielliere ha inoltre depositato un’istanza di differimento dell’esecuzione della pena, finalizzata a ottenere una sospensione temporanea della detenzione. Gli sviluppi delle due procedure restano ora affidati alle autorità competenti.

Roggero ha ribadito ai cronisti la propria ricostruzione della reazione alla rapina: “Ho reagito perché in quel momento ho avuto paura. Se lo rifarei? Non si può fare questa domanda, perché quando uno ha una pistola puntata in faccia ti spara per primo”.

Mario Roggero e la vicenda della rapina alla gioielleria

Le critiche al sistema giudiziario e la paura del carcere

Durante l’incontro con la stampa, Roggero ha espresso critiche nei confronti del sistema giudiziario e della gestione dei reati predatori. “Questo è il massimo per i delinquenti che sono facilitati a continuare a rapinare e a rubare, tanto sono impuniti e anche risarciti”, ha affermato.

Il 72enne ha anche manifestato la propria preoccupazione per la detenzione: “Non sono mai andato in carcere. Fare l’esperienza a 72 anni credo sia una cosa estremamente difficile”. Sul sostegno ricevuto dalla politica ha invece dichiarato: “Sì, hanno fatto quadrato in tanti”.

Alla domanda sul peso che la sua storia potrebbe avere nel dibattito sulla legittima difesa, Roggero ha risposto: “È possibile, chissà. Non era uno degli obiettivi, no, assolutamente, però è una conseguenza”.

Non sono mancate parole dal tono polemico in vista dell’ingresso in carcere. “Come mi sento? All’ergastolo. Viva la giustizia italiana”, ha detto con sarcasmo. Sulla possibilità di un futuro impegno politico, ha poi aggiunto: “Allora, l’ultima cosa è questa, candidarmi”.

Immagine riferita al caso giudiziario di Mario Roggero

Il sostegno di Antonio Tajani alla domanda di clemenza

Sulla vicenda è intervenuto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che si è detto favorevole alla richiesta di grazia per Mario Roggero. “È giusto chiedere la grazia per un uomo che ha sbagliato, ma capire anche perché ha sbagliato. È sotto pressione, sotto violenza da tanti anni, e credo che sia giusto che la società lo perdoni. Non è un pericoloso criminale”, ha dichiarato il vicepremier.

La vicenda di Mario Roggero prosegue quindi sul piano delle richieste di clemenza e del possibile differimento della pena. Dopo l’ingresso nel carcere di Bollate, saranno le procedure previste dalla legge a definire i prossimi passaggi.

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