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“Quel partito ha fatto boom!” Sondaggi shock: chi piange davvero

Rilevazione sui sondaggi politici italiani

La Supermedia e il quadro dei consensi

La Supermedia viene elaborata mettendo insieme sondaggi condotti da istituti diversi in un determinato intervallo temporale. Questo metodo non elimina i margini di errore propri delle indagini demoscopiche, ma permette di limitare l’incidenza delle oscillazioni legate a una singola rilevazione e di individuare tendenze più ampie.

Nel confronto tra i partiti, il Partito Democratico conserva una posizione sostanzialmente stabile al 21,3%. Il dato colloca il Pd al secondo posto, a distanza da Fratelli d’Italia ma con un margine netto sulle altre forze di opposizione considerate singolarmente.

Il Movimento 5 Stelle si ferma invece al 12,8%, perdendo 0,6 punti rispetto alla precedente media. La flessione riduce il contributo del Movimento al risultato complessivo delle opposizioni, pur senza cambiare la sua posizione di terza forza politica nazionale nella graduatoria indicata dalla rilevazione.

Nella maggioranza, oltre al calo di Fratelli d’Italia, emerge la discesa della Lega, che perde tre decimali e si porta al 5,9%. Forza Italia, al contrario, è l’unica lista del centrodestra a mostrare un incremento: raggiunge l’8,1%, in aumento di 0,2 punti.

Futuro Nazionale raggiunge Alleanza Verdi e Sinistra

Il 6,5% attribuito a Futuro Nazionale rappresenta il dato di maggiore novità della Supermedia. La crescita di sei decimali in quindici giorni porta il movimento di Roberto Vannacci allo stesso livello di Alleanza Verdi e Sinistra, che mantiene il 6,5%.

Secondo la lettura dei flussi proposta dalla rilevazione, una parte degli elettori dell’area di destra e conservatrice sembra avere modificato la propria scelta restando all’interno del medesimo perimetro politico. Si tratta di un’indicazione basata sulle intenzioni di voto e non di un dato elettorale definitivo, che richiederà conferme nelle prossime indagini.

La crescita di Futuro Nazionale avviene mentre Fratelli d’Italia e Lega registrano un arretramento. Il dato non consente di stabilire con precisione la provenienza di ogni consenso, ma rende centrale il tema della redistribuzione interna dei voti nel centrodestra, più che quello di un trasferimento consistente verso le opposizioni.

Il risultato assume rilievo anche perché la soglia del 6% separa in modo più netto la nuova formazione dalle liste minori. In prospettiva, il consolidamento o meno di questo livello potrà incidere sulle strategie delle forze politiche, sulle alleanze e sulla definizione delle candidature, qualora la tendenza dovesse proseguire.

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